Crollo del prezzo del petrolio, benzina e gasolio al distributore invece no

Il petrolio continua a scendere raggiundendo i suoi minimi dal 2009 con il Wti che si attesta sotto i 38 dollari al barile. Era stato predetto molti anni fa dai più grandi economisti indipendenti e oggi lo stiamo vivendo in prima persona. Nonostante il calo però il prezzo del carburante al distributore di benzina non vuole saperne di ridursi. Non c’è la volontà politica per volerlo fare. Il totale degli incrementi dell’accisa, stabiliti prima dal Regno d’Italia e poi dalla Repubblica Italiana, ammonta a circa 0,41 euro (0,50 euro IVA inclusa). Tenendo presente che dal 1999 un decreto legislativo permette alle varie Regioni di imporre una accisa autonoma sulla benzina, capite bene che la responsabilità di una possibile riduzione viene ampliata.

Abbiamo anche l’imposta di fabbricazione sui carburanti, che porta il totale finale a 88,35 cent per litro per la benzina verde e 74,81 cent per il gasolio IVA inclusa. Mentre si accentua il crollo del prezzo del petrolio, che a fine contrattazioni di oggi è sceso ai minimi dal 2009, il prezzo di benzina e diesel oggi, aggiornati in tempo reale, praticamente non cambiano. Il Brent oggi sul mercato di Londra, è scivolato sotto quota 41 dollari al barile (40,97), perdendo il 4,7%, mentre il Wti della piazza di New York si attesta a 37,61 dollari al barile (-5,90%). A scatenare i forti ribassi delle quotazioni del greggio, la decisione dell’Opec, adottata venerdì scorso, di non tagliare la produzione e di mantenerla ferma a 30 milioni di barili al giorno.