La caduta di stile di Valentino Rossi in Malesia, addio Mondiale

MALESIA MOTOGP. Calcio dato o calcio non dato, il comportamento di Valentino Rossi sulla pista di Sepagn non ammette scuse. In Malesia, e in una gara di MotoGp, non puoi fare da giudice e decidere le sorti di una competizione con azioni che possono mettono a pericolo l’incolumità. Dopo 9 titoli di campione del mondo di motociclismo, quello che ha combinato Rossi oggi in Malesia è inqualificabile.

Il Valentino che conosciamo avrebbe vinto in un altro modo contro tutte le “teorie di complotto” in pista, in modo onesto, superando l’avversario, andando oltre il limite, della moto ma non oltre il limite delle regole. Tutti hanno visto in diretta cosa e’ successo, da diverse angolazioni, con camera superlenta. Immagini che rimarranno nella storia, piu’ nel male che nel bene.

Non ci sono scuse per il comportamento di Valentino Rossi. Se Marquez stava giocando contro di lui per “proteggere” la corsa di Jorge Lorenzo, il Team di Rossi avrebbe potuto denunciare il comportamento del pilota spagnolo alla giuria e aspettare il verdetto, ma Rossi ha deciso di fare di testa sua e rovinare tutto.

Se fossimo nel calcio sarebbe stato da cartellino rosso, qui invece sono stati dati tre punti di penalità sul patentino di Valentino Rossi che, aggiunti a quelli che aveva preso a Misano, lo costringeranno a partire in ultima posizione nell’ultimo gran premio della stagione che si svolgera’ a Valencia, in Spagna, in programma l’8 novembre. E’ questa la decisione della Race Direction in riferimento al contatto tra l’italiano della Yamaha e lo spagnolo Marc Marquez in occasione dell’ottavo giro del Gp di Malesia,

che ha alla fine visto vincere Pedrosa davanti a Jorge Lorenzo.

Ecco come si e’ giustificato Valentino Rossi.

“Purtroppo non volevo arrivare a questo punto. Marquez oggi ha dimostrato che quello che ho detto giovedì in conferenza stampa era vero. Speravo che smascherandolo lo avrei fatto ragionare invece oggi ha fatto anche peggio e questa è stata la sua reazione. Io non volevo farlo cadere ma solo portarlo fuori dalla traiettoria. Mandarlo largo e cercare di fuggire dai suoi assalti. Non gli ho dato un calcio anche perché se calci una MotoGp a quella velocità non cadi. Lui mi ha toccato con il manubrio con la gamba e mi ha fatto scivolare il piede dalla pedana se guardate le immagini quando io perdo la pedana, lui è già caduto… E’ andata così, peccato… Il mio non è stato un fallo di reazione, volevo solo mandarlo fuori traiettoria e fargli capire che doveva fare basta… Con questa sanzione ha vinto Marquez, non penso che sia giusta io volevo solo dirgli basta mandarlo fuori traiettoria. Marquez oggi ha fatto una bruttissima figura. Voleva decidere chi vinceva il mondiale fra me e Lorenzo, fare l’arbitro della contesa e c’è riuscito perfettamente: oggi si fermava in mezzo la curva andava troppo piano e anche in rettilineo sono convinto non dasse tutto il gas. E’ un epilogo brutto per tutti, sarebbe stato bello giocarsela con Lorenzo ma non me lo ha permesso…”.