Caldo, bollino rosso anche per i pannelli solari

L’estremo calore ha un effetto perturbatore sull’efficienza delle celle solari e, nonostante la presenza costante di un sole rovente, i pannelli alla fine producono di meno. A spiegarlo l’ingegner Giovanni Campaniello, esperto in efficientamento energetico nonché fondatore e amministratore unico di Avvenia.com.

Questa estate sono stati raggiunti in molte località picchi di 40°C e oltre, senza contare l’alto tasso di umidità che ha reso il clima insopportabile, con temperature di 8 gradi al di sopra della norma stagionale, che secondo le stime di Avvenia hanno portato a una riduzione del 10% nella produzione di elettricità solare.

Al problema del surriscaldamento interno dei pannelli fotovoltaici si aggiunge poi l’effetto della foschia nell’atmosfera: se i primi giorni di eccessivo caldo rendono l’aria più secca, i seguenti provocano una forte evaporazione d’acqua e si forma così una foschia che riduce il livello di

soleggiamento.

Le ondate di calore eccessivo frenano anche la produzione di elettricità di origine nucleare. I sistemi di raffreddamento delle centrali atomiche utilizzano infatti l’acqua e se le temperature dell’acqua presente nelle risorse naturali sono troppo elevate, le centrali si vedono costrette a ridurre la produzione rispetto al pieno regime.

Per invertire la rotta di questa tendenza l’ingegner Giovanni Campaniello suggerisce di puntare di più sull’efficientamento energetico. A volte l’investimento stesso in rinnovabili distrae dal vero obiettivo che è quello di razionalizzare i consumi – eliminando gli sprechi e le inefficienze – e non consumare allo stesso modo qualcosa di diversamente prodotto.