DOPO IL RELITTO DEL TITANIC, L’ARCA DI NOÈ? Robert Ballard, l’archeologo subacqueo famoso per la scoperta del relitto del Titanic nel 1985, sostiene di aver trovato le prove del diluvio biblico da cui fuggì Noè navigando per 40 notti e 40 giorni, secondo i libri della Genesi.

Ballard sostiene che il Mar Nero fosse nel remotissimo passato solo un lago d’acqua dolce, fino a che un enorme onda d’acqua generatasi nel Mediterraneo, 200 volte più potente delle cascate del Niagara, raggiunse la zona trascinando con sé ogni cosa sul suo cammino. Compresa l’eventuale Arca di Noè.

Lo ha detto l’archeologo Ballard a ABC News: “Siamo andati lì a cercare il diluvio. Non solo un movimento lento, un aumento del livello del mare, ma un diluvio, veramente grande, che ha sommerso per sempre la parte di terre su cui si è abbattuto“. Il professore spiega che un team di archeologi sta studiando il Mar Nero al largo della costa della Turchia in cerca di una civiltà perduta fin dai tempi biblici.

Conchiglie fossili si trovano su un antica spiaggia, ora 400 metri sotto la superficie del Mar Nero, ai test del carbonio hanno rilevato un’età risalente al 5000 aC, che è la data in

cui alcuni storici collocano il “diluvio universale”. Altri archeologi e storici hanno sostenuto in passato che la storia di Noè avesse dei riscontri nella realtà, citando le narrazioni antecedenti alla Genesi, le storie mesopotamiche e in particolare “l’epopea di Gigamesh“. “Le prime storie della Mesopotamia sono molto simili al racconto della Genesi, in questo caso sono gli dei ad inviare un diluvio per spazzare via gli esseri umani“, ha detto l’archeologo biblico Eric Cline. “C’è un uomo che viene prescelto per sopravvivere. Costruisce una barca e vi carica gli animali, approda sulla cima di una montagna“.

Ballard (nella foto) dice che il suo team ha trovato non solo quella che sembra essere stata una spiaggia, ormai sommersa, ma anche manufatti in ceramica. Tuttavia, lo stesso archeologo dubita che si potrà trovare l’Arca di Noè vera e propria, “ma si possono trovare tracce e resti delle persone che vivevano lì? Si potrebbero ritrovare i villaggi che ora sono sommersi? La risposta dell’archeologo è sì“.