Allarme Zika a Miami Beach, sconsigliata la zona alle donne incinte

Allarme Zika a Miami Beach (USA). In un comunicato diffuso oggi il ‘Centers for Disease Control and Prevention‘ spiega che le donne incinte dovrebbero evitare l’area di South Beach. Identificata come zone dove è presente l’infezione, oltre che il quartiere Wynwood di Miami, la prima zona negli Stati Uniti dove si era verificata la trasmissione del virus attraverso le zanzare.

La raccomandazione delle autorità sanitarie per le donne incinte e per i propri partner è di considerare un rinvio tout court di viaggi nell’intero Miami-Dade County se temono l’esposizione al virus. Le stesse autorità hanno inoltre sottolineato intanto che “è difficile prevedere per quanto ancora si possa registrate una situazione di trasmissione attiva”.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sempre puntuale nell’avvisare i cittadini, ricorda che il virus Zika, si trasmette principalmente dalle punture della zanzara del genere Aedes aegypti ma la paura è che Zika possa adattarsi nel tempo a essere trasmesso attraverso la zanzara tigre. In questo caso la malattia si potrebbe diffondere rapidamente anche dalle nostre parti.

A questo punto diventa ancora più importante la prevenzione. La zanzara tigre vive all’aperto e predilige deporre le uova in aree aperte, come parchi, ma anche cortili, deponendo le uova in piccole raccolte d’acqua. Per questo, è necessario monitorare tutte le zone in cui l’acqua ristagna, come i sottovasi di piante e fiori, le aiuole e le vasche e fontane ornamentali, qualsiasi contenitore lasciato all’aperto, le grondaie.

Bisogna assolutamente evitare di lasciare ristagni di acqua. Se si hanno fontane nei propri giardini si dovrebbe mettere all’interno dei pesci rossi, che sono grandi predatori delle larve di zanzara. In commercio inoltre vi sono dei prodotti larvicidi specifici che si acquistano in farmacia.

Nella maggior parte delle persone l’infezione da Zika è asintomatica. Nel 20-40% dei casi possono manifestarsi febbre, eruzioni cutanee, mal di testa e dolori articolari. Se ad aver contratto il virus è una donna incinta, esiste invece il pericolo che il bimbo partorito sia affetto da microcefalia o presenti altre malformazioni del cranio e del cervello.