L'Italia è la più virtuosa d'Europa nella lotta al cambiamento climatico

Il consumo finale di energia in Italia si conferma tra i più bassi in Europa. A metterlo in evidenza è Avvenia, il player italiano leader della white economy e dell’efficienza energetica. Il valore pro-capite del consumo finale di energia nel nostro Paese stimato da Avvenia per il 2016 è pari a 2,4 tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), un valore molto minore rispetto a quello degli altri paesi a maggior livello di industrializzazione, come la Germania dove il consumo finale di energia pro-capite è pari a 3,8 Tep, la Francia (3,7 Tep) ed il Regno Unito (3 Tep).

E sono proprio questi 3 paesi a consumare di più in assoluto in Europa. Secondo le stime di Avvenia per il 2016, in quanto a valori assoluti calcolati in milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), a consumare di più sono proprio la Germania, con 304 Mtep di consumo di energia primaria, la Francia a quota

245 Mtep ed il Regno Unito a quota 189 Mtep.

Le proiezioni per il 2016 di Avvenia mettono inoltre in evidenza per l’Italia una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto a 6 anni fa. Mentre Germania, Francia e Regno Unito si collocano invece molto indietro in questa graduatoria, con performance addirittura negative. Per la Germania nel 2016 si registra un incremento delle emissioni del 7% rispetto al 2011, per la Francia un aumento delle emissioni del 2,2% e per il Regno Unito un incremento del 9,3%.

«Tra i paesi più industrializzati d’Europa l’Italia è dunque il più virtuoso, merito delle misure implementate, tra le più efficaci al mondo, per il miglioramento dell’efficienza energetica» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia.