Lunedì 4,4 milioni di persone torneranno al lavoro in Italia.

Domani in Italia 4,4 milioni di cittadini inizieranno la “Fase 2” della pandemia da coronavirus Covid-19 tornando a lavorare. Potranno anche approfittare dell’opportunità di visitare le persone alle quali sono legate affettivamente: i partner conviventi, i parenti stretti o gli amici, chiunque con cui siano uniti da “un legame emotivo stabile”.

Inizia la Fase 2 in Italia

Sono le scelte decise dal governo Conte che dissipa le domande più frequenti e tutti i dubbi che genera il decreto che apre alla “fase 2”, quello del rilassamento delle restrizioni, dopo il peggio della pandemia passata.

Verrà consentito anche attività di viaggio a piedi e non solo vicino alla casa stessa e nei parchi. Il limite è non uscire dalla propria regione, se non per tornare a casa se la quarantena ti ha obbligato a restare altrove. Invece, c’è un margine di incertezza sul divieto di trasferirsi nelle seconde case.

Stress test per la riapertura del 18 maggio

Sarà uno “stress test” questa fase 2 in Italia, che inizia lunedì. E, dai dati sul contagio che verranno raccolti dalla prossima settimana, si comprenderà se dal 18 maggio sarà possibile riaprire di più in alcune regioni o, al contrario, se alcune aree specifiche del Paese dovranno tornare all’isolamento. Il primo ministro Giuseppe Conte, rispondendo via Facebook alle lettere di un estetista, un barbiere e un restauratore, dice di essere sicuro che nelle aree con poco contagio, le riaperture arriveranno “prima del previsto”.

Nel frattempo, assicura che il governo sarà “intransigente per coloro che ricominciano con la violazione dei rigorosi protocolli di sicurezza“. La produzione, l’edilizia e il commercio ricominciano lunedì, come i settori in attività, che vanno dal tessile e alla moda, automobilistico e produzione di mobili.

I consulenti del lavoro stimano che 4,4 milioni di persone torneranno negli uffici o nelle aziende, mentre altri 2,7 milioni rimarranno nelle loro case. Il doppio “paradosso”, sottolineano, è che sarà soprattutto più della metà di coloro che torneranno nelle regioni settentrionali, più colpite dal virus (2,8 milioni di lavoratori contro gli 812 mila al centro e gli 822 mila al sud).

Quando possibile, comunque, si consiglia il lavoro a distanza o il telelavoro, ma la situazione dei trasporti è di grande preoccupazione, a causa della folla alle fermate degli autobus o delle stazioni della metropolitana e dei treni.

A tal proposito una raccomandazione del Ministero della Salute prevede l’apertura di negozi per la vendita e la riparazione di biciclette e scooter, per i cui acquisti c’è un incentivo in preparazione, che dovrebbe arrivare

nel prossimo decreto economico.

Muoversi nella regione diventa più facile. E sembra che questo possa rilassare i cittadini, ma le indicazioni del Ministero degli Interni richiedono l’autocertificazione per coloro che lavoreranno distanti da casa e sarà solo per mostrare una carta.

Iniziano anche gli esami per gli studenti universitari, a condizione che possano essere eseguiti da remoto. Riaprono anche i concessionari di automobili. Ma il decreto del Consiglio dei Ministri firmato domenica scorsa dal Primo Ministro Conte obbliga le maschere per tutti, sia nei luoghi accessibili alle masse, sia nei mezzi di trasporto, sia nei luoghi di lavoro condivisi.

Le maschere costruite con il fai da te possono anche essere utilizzate, ma i bambini di età inferiore ai sei anni sono esenti. I bambini possono godere della riapertura dei parchi e delle ville, dove tuttavia le aree giochi rimangono chiuse. Il divieto di incontro rimane, non solo in luoghi pubblici ma anche in luoghi privati.

Si può tornare a fare sport lontano da casa, ma sempre da soli e mantenendo una distanza di due metri dagli altri. Si può usare l’auto o l’autobus per andare a correre. Puoi fare un’escursione, anche con i bambini, ma a un metro dagli altri. Restituisce anche il ritorno all’allenamento individuale degli atleti.

Si sta studiando la possibilità di permettere la riapertura alla massa dall’11 maggio, forse all’aperto. Si può comunque partecipare ad un funerale, con un massimo di 15 persone e con una maschera obbligatoria. Si potrà anche recarsi al cimitero. Un’altra novità è che dal 4 maggio non solo la consegna del cibo a domicilio, ma puoi anche andare a prenderlo direttamente.