Astronomia: Scoperta incredibile fonte di energia nell'Universo, le particelle fantasma di un Blazar.

Scoperta l’origine dei neutrini cosmici. Avviene in un Blazar che è considerato uno dei fenomi più violenti dell’Universo: un buco nero supermassiccio nel centro di una galassia che assorbe la materia ed emette lampi di radiazioni.

L’Universo è bagnato da raggi cosmici, raggi di particelle accelerati ad alte velocità. Arrivano sulla Terra costantemente, anche se l’atmosfera ci protegge da loro. Ma l’origine dei raggi cosmici più energetici, noti da più di cento anni, era un mistero, fino ad oggi.

Dalla traccia di una singola particella, un neutrino, una collaborazione internazionale di scienziati guidata dall’osservatorio IceCube in Antartide, è riuscito a tracciare per la prima volta una delle possibili origini dei raggi cosmici ad alta energia. Si tratta di un blazar situato a circa 4 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, proprio a lato della “spalla” sinistra della costellazione di Orione. Questo blazar era già conosciuto, ma fino ad ora non era stato molto studiato.

Questa nuova pietra miliare apre nuove possibilità nell’astronomia, iniziata l’anno scorso con la rilevazione simultanea di uno scontro di stelle di neutroni da parte di onde gravitazionali ed elettromagnetiche.

Cosa sono i Blazar

I blazar sono considerati uno dei fenomeni più violenti nell’universo.

Il nucleo di una galassia attiva che contiene un buco nero supermassiccio, con almeno un milione di volte in più di materiale del nostro Sole, che gira ad una velocità diabolica.

Quando la materia cade in esso, una piccola parte di esso spara dai suoi poli a quasi la velocità della luce in due giganteschi jet gemelli che puntano in direzioni opposte. Se uno di questi va direttamente sulla Terra, la galassia sembra particolarmente luminosa in tutte le forme di luce, compresi i raggi gamma, la luce della più alta energia. Precisamente, uno di quei jet, chiamato TXS 0506 + 056, era quello che puntava verso di noi.

L’individuazione è stata resa possibile dalla combinazione di dati raccolti dal rilevatore Icecube con misure di altri strumenti, come i telescopi Fermi-Lat e Magic, messi a punto da ricercatori di Asi, Inaf e Infn. I risultati, pubblicati come detto su Science, consentono di risolvere il mistero dell’origine dei raggi cosmici.