Video intervista ad Allegri e Buffon dopo Monaco-Juve 0-2

Max Allegri e Gigi Buffon intervistati da Premium Sport nel dopo partita di Monaco-Juventus 0-2, andata di semifinale di Champions League. Il risultato ottenuto in trasferta, in una semifinale, e in quel modo, è qualcosa che ha impressionato tutti.

La Juventus è uscita ancora imbattuta in una gara di Champions, torneo nel quale ha subito solamente due gol che, tra l’altro non su azione. La Juve è l’unica squadra in Europa a non aver subito gol su azione in questa stagione europea. Impressionante: 621 minuti di imbattibilità di Buffon in Champions.

Interessante l’intervista ad Allegri nella quale si evidenziano pregi e difetti che fanno capire come, una squadra che ha giocato molto bene tecnicamente, abbia ancora margini per migliorare. Lo stesso Ciro Ferrara marca la straordinaria prestazione fisica della Juventus.

L’intervista a Massimiliano Allegri

“Voglio fare i complimenti alla squadra per questa partita contro il Monaco che non era facile perché loro sono una squadra con molta qualità. Siamo partiti bene, poi abbiamo sbagliato un po’ troppo, Buffon ha fatto una grande parata sullo zero a zero e dopo siamo passati in vantaggio con una ripartenza, arma che loro sanno usare molto bene. Voglio fare i complimenti a tutti, i ragazzi stanno facendo una stagione importante che può diventare straordinaria. Nel secondo tempo, siamo stati più bravi e abbiamo concesso meno”.

“Possiamo fare meglio tecnicamente ma dobbiamo essere contenti, c’è ancora il ritorno, loro non avranno niente da perdere quindi dovremo fare un’altra partita seria. La scelta di lasciare Cuadrado in panchina? Con Khedira fuori e per le qualità del Monaco che gioca molto sulle ripartenze, avevo bisogno di un giocatore di marcatura e di un saltatore come Barzagli che ha fatto una partita straordinaria. Nel secondo tempo c’è stato un momento in cui ha giocato quasi da solo ma tutta la difesa ha fatto bene. Buffon? Quando ci sono le partite serie, Gigi è il numero uno al mondo e lo dimostra”.

“I giocatori di grande valore vengono fuori in queste serate, quando le partite iniziano a diventare serie. La crescita di Pjanic e Dani Alves? Non ci sono segreti, dovevano ambientarsi. Dani Alves si è infortunato all’inizio e aveva una mentalità diversa, ora è diventato molto più concreto: ha fatto due assist da regista. Con Pjanic sono molto arrabbiato perché ha le qualità per diventare uno dei tre centrocampisti più forti al mondo ma ogni volta che perde palla diventa una tragedia. Invece deve essere più convinto delle qualità che ha che per ora non ha espresso o ha espresso parzialmente”.

L’intervista al portiere della Juve a Gigi Buffon

“Dove può migliorare questa Juventus? Penso che la squadra abbia fatto una buona gara, ha avuto il giusto approccio per vincere qui a Montecarlo e per non prendere gol. Abbiamo avuto grande compattezza che ci ha reso il compito più facile. Ma l’obiettivo è quello di migliorarci ancora, lavoriamo per questo. Dobbiamo utilizzare il tempo che ci resta per fare altri passi in avanti. Parate decisive come contro il Barcellona? Io sono qui per questo e ogni volta devo dimostrare di valere questo livello nonostante l’età”.

“L’obiettivo è di smettere di giocare e far dire agli altri che è un peccato che io abbia smesso”.

“Più difficile la parata su Iniesta o quella su Mbappé? Non lo so perché non le ho riviste e non posso giudicarle con precisione. L’importante è farsi trovare pronti quando la squadra ne ha bisogno e finché ci riesco sono felice. Il Pallone d’Oro? Non è una cosa che non mi manca perché non ci penso. Spreco già tante energie per mantenermi in condizione per essere d’aiuto ai miei compagni. Giocare in una grande squadra mi aiuta e mi dà soddisfazione e non c’è cosa più bella di lavorare in mezzo a sentimenti soddisfacenti. Quando hai degli affetti che sono felici con te penso che sia la gratificazione più grande. Lo scambio di maglia con Mbappè? Ci ho scambiato la maglia come faccio sempre perché è un segno di rispetto. Una volta, da ragazzo, un altro giocatore non la volle cambiare con me e ci rimasi male”.