Incredibile coincidenza tra Berrettini e Nadal

Melbourne (Australia) – Tre stagioni dopo e più di due anni da allora, Matteo Berrettini e Rafa Nadal si incontreranno nuovamente su un campo da tennis dopo il loro primo confronto. Guardando indietro e tornando a quel 2019 in cui si sono incontrati in semifinale degli US Open, vediamo le incredibili coincidenze che esistono.

Il primo, ovvio, è che si rincontrano in una semifinale Slam, sempre sul cemento. Ma non è solo questo a coincidere: anche nel 2019 l’italiano aveva battuto Gael Monfils nei quarti di finale, esattamente come adesso nel 2022 ed in entrambe le partite andando al quinto set. E per finire, Rafa potrebbe bissare perfettamente il suo rivale in finale per il titolo se arrivasse il russo Daniil Medvedev.

Daniil Medvedev è, con il permesso di Nadal, il massimo favorito per la vittoria finale agli Australian Open. Potra vincere il titolo e ottenere qualcosa che nessuno ha fatto in tutta l’Era Open?

Cosa ne pesi di queste incredibili coincidenze che il tennis ha a volte?
Sarà di buon auspicio per Nadal o Berrettini romperà le statistiche?

L’italiano ha commentato il suo passaggio in semifinale: è stato contento del suo livello e ha avvertito che darà il suo massimo contro il maiorchino. Del resto Matteo Berrettini continua a fare un Australian Open 2022 semplicemente spettacolare. Il nostro italiano ha superato ostacoli fino a firmare la sua migliore partecipazione storica a Melbourne, una semifinale che, in più, arriva con bonus speciali: è la sua terza volta in questo round (e tutti in diversi Grandi Slam) ed è diventato il primo italiano a farlo in Australia. Certo, la sua prossima sfida non sarà né più né meno quella di Rafael Nadal, ma Matteo lo affronta con coraggio, desideroso di dimostrare di appartenere a questo livello e la motivazione per misurarsi con qualcuno che, da ragazzo , ha sostenuto il vederlo in televisione.

Avresti mai pensato di raggiungere le semifinali di tre Slam di fila così velocemente?

“Prima delle mie prime semifinali agli US Open, non pensavo davvero di poter arrivare a tanto. Non è che non credessi in me stesso, era solo la mia mentalità era quella di fare un passo alla volta, uno giorno alla volta. Non sono mai stato il tipo da dire: ‘Ok, ora diventerò professionista e proverò a vincere un Grande Slam’. Non sono mai stato così. Anche quando ho giocato il quarto round a Wimbledon e Roger (Federer) mi ha ucciso (ride), ero felice per il risultato, anche se in quel momento volevo già molto di più, quindi quando sono arrivato per la prima volta in semifinale ho pensato di volerlo ripetere.

Che volevo andare oltre. Ma è sempre stato qualcosa che si è fatto passo dopo passo”.

E quel gesto verso gli spalti al termine della partita vinta contro Gael Monfils?

“Non ho alcun problema se gli spalti sono contro di me, e quando affronti uno come Gael è del tutto normale, dato che è un ragazzo benvoluto. La stessa cosa è successa agli US Open e non ho nulla contro. Ho un problema quando non ti comporti bene, perché se dici cose e urli tra la mia prima e la seconda di servizio, o quando sto per colpire un dritto, non va per niente bello”.

Berrettini, esultanza polemica verso il pubblico: “Non vi sento!”

“Quando l’ho detto all’arbitro, è un po’ difficile entrare in questo tipo di situazioni, ma in un certo senso mi ha anche aiutato a trovare un po’ di energia. A volte succede e si trasforma in una cosa buona. Anche questo non è qualcosa che mi piace quando succede. A mio favore: a Roma dico sempre alla gente di stare zitta tra la prima e la seconda di servizio. Però dai, non si può controllarlo, allora la unica cosa che resta e saperlo gestire”.

In semifinale, contro Nadal

“Di nuovo sarà una grande opportunità per me. Dopo due anni e mezzo, giocare di nuovo contro qualcuno che non ha bisogno di una presentazione. L’ho visto tante volte in questo torneo e in altri, sostenendolo, che giocando con lui nelle semifinali, a Rod Laver, è qualcosa con quello che sognava quando ero un bambino. Detto questo, ora voglio davvero vincere questo gioco. So che posso farlo. Sarà molto complicato. Ma sono nelle semifinali di un Grand Slam per la terza volta, e questo significa che ho il livello per farlo. Voglio andare oltre”.

Forza Matteo!!