Continua il boicottaggio mondiale nei confronti di Facebook. Le Isole Salomone chiude temporaneamente il popolare Social Network per combattere il cyberbullismo, la diffamazione online e preservare “l’unità nazionale” del paese. Manasseh Sogavare, primo ministro della nazione oceanica: “Il cyberbullismo su Facebook è molto diffuso. Le persone vengono diffamate dagli utenti usando nomi falsi e la reputazione che le persone si sono costruite nel corso degli anni viene distrutta in pochi minuti”. Il presidente ha sottolineato che il suo esecutivo ha il dovere di promuovere l’unità nazionale e la “felice convivenza” della sua popolazione. “Facebook sta minando gli sforzi per unire questo paese”, ha aggiunto durante un discorso al Parlamento.

Sogavare ha sostenuto che il provvedimento è rivolto principalmente ai giovani, garantendo che il suo scopo sia quello di proteggerli da “linguaggio vile e offensivo” e non metterli a tacere sulla piattaforma popolare. L’opposizione ha definito l’iniziativa “patetica” e “ingiusta”. “Il 70% della nostra popolazione ha meno di 30 anni […] ed è un gruppo molto visibile sui social media, in particolare Facebook“, ha detto il leader dell’opposizione Matthew Wale. “Le ragioni addotte per il divieto non sono abbastanza importanti”, ha criticato.

Qualche settimana fa, il governo delle Isole Salomone ha affrontato un’ondata di critiche dopo la fuga su Facebook di una serie di documenti che hanno rivelato come fossero stati spesi i fondi destinati

alla ripresa economica provocata dalla pandemia covid-19. Secondo Ruth Liloqula, direttrice del gruppo anticorruzione Transparency Solomon Islands, queste fughe di notizie sono la vera ragione del divieto sul social network, affermando che questo passaggio dimostra che il governo Salomon “sta diventando molto autoritario”.

Nel frattempo, dalla piattaforma di Mark Zuckerberg hanno indicato di aver contattato i funzionari locali per discutere la misura, che “interesserebbe migliaia di persone delle Isole Salomone” che utilizzano il suddetto social network “per connettersi e partecipare a importanti discussioni sull’intero Pacifico”.

I funzionari delle comunicazioni dovrebbero ora incontrarsi con i fornitori di Internet e di telecomunicazioni del paese oceanico per discutere di come il più grande social network del mondo sarà bloccato fino a quando non saranno approvate nuove leggi che regolano il comportamento degli utenti sulla piattaforma.