È la due giorni che decide una volta per tutte i destini delle partecipanti alla Champions League.

Champions League, ciak si gira: i giorni della sentenza. Tanti verdetti da emettere, arrivare primi è vitale.

Per alcune di esse tutto è scritto già da una o due giornate, prime posizioni comprese, altrove invece è tutto incredibilmente in gioco. Il caso limite è quello che si preannunciava potesse essere sin dall’inizio il girone più equilibrato dell’intera competizione, con il Napoli, Psg e Liverpool: la Stella Rossa ha però deciso di non recitare il semplice ruolo di Cenerentola vincendo contro il Liverpool in casa, dove è imbattuto.

Ecco dunque che qui praticamente tutte e quattro nutrono chance di qualificazione, persino i serbi in caso di vittoria sul Psg potrebbero centrare un incredibile terzo posto, utile per l’accesso in Europa League. Ad Anfield invece si consuma un vero e proprio spareggio fra Reds e Napoli: le chance che i vice-campioni d’Europa e fra i maggiori candidati di quest’anno per la vittoria finale possano uscire già ai gironi, sono davvero alte.

Eppure alla vigilia era un’altra, l’inglese favorita secondo le quote bwin a sollevare la Coppa Campioni: il Manchester City di Guardiola, dato a 4,50. I Citizens non nutrono grande fortuna in questa competizione, nonostante i successi in Premier e i tanti campioni che gli sceicchi hanno portato in dote negli ultimi dieci anni, ovvero da quanto Manchester ha cominciato ad avere non più solo una big nella sua città.

Anche l’anno scorso non ha fatto eccezione, con Pep Guardiola che ha dovuto dire addio alla manifestazione per mano degli uomini terribili di Klopp, che dettero vita ad un doppio quarto di finale scoppiettante e decisivo nel loro cammino fino alla finale perduta contro il Real.

Subito dopo il City c’è la Juventus, data a 7. Una quota così bassa motivata principalmente dall’arrivo di un singolo giocatore, Cristiano Ronaldo. Gli equilibri sono stati drasticamente spostati e la vittoria virtuale dello Scudetto con mesi di anticipo potrebbe ulteriormente favorire la Vecchia Signora nel suo cammino in Champions, dagli ottavi di finale in poi, potendosi concentrare sull’obiettivo seguito da 23 anni e fallito in più finali perse.

Il Barça nonostante sembri non mostrare quel gioco sfavillante che lo rese celebre con Guardiola resta sul podio delle favorite, anche più del Real tre volte di fila campione d’Europa. Messi e compagni hanno vinto il difficile girone con Inter e Tottenham e saranno arbitro della qualificazione, si spera in favore dei nerazzurri. Hanno dovuto anche quest’anno dire addio ad una bandiera, quella portata da Iniesta, aprendo una nuova era presa in mano dal brasiliano Arthur, sino ad ora all’altezza del testimone.

Le altre favorite sono le solite grandi potenze del calcio europeo, ma partono in seconda fila: dal Bayern balbettante di Kovac al Psg di Buffon e i terribili tre Cavani, Neymar e Mbappe fino alle outsider inglesi Chelsea e United. Occhio però a chi non ha mai i favori del pronostico e quest’anno vanta anche la finale in casa, al Wanda Metropolitano: l’Atletico Madrid di Simeone, a caccia della terza finale negli ultimi 5 anni.