FOTO Vulcanello Agrigento: i dati INGV da Macalube d'Aragona

AGRIGENTO- Lo hanno ribatezzato vulcanello di fango quello ubicato a Macalube d’Aragona, che nella mattina di ieri ha provocato la morte di due fratellini (una bambina di 7 anni e un bambino di 9). L’esplosione che ha accompagnato la fuoriuscita di fango nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona in provincia di Agrigento in Sicilia (gestita da Legambiente), è stata rilevata dalla stazione sismica denominata FAVR la quale appartenente alla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV. Collocata in località Villaggio Mosè, nel Comune di Favara (AG), a circa 10 km dalla Riserva Naturale di Macalube di Aragona, la stazione sismica ha rilevato il fenomeno che avuto ieri conseguenze tragiche e che la procura di Agrigento ha aperto una inchiesta.

FOTO vulcanello di fango nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona (AG) | Foto INGV Terremoti
FOTO vulcanello di fango nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona (AG) | Foto INGV Terremoti

Secondo quanto informa INGV, i fenomeni di esplosione legati alla nascita di vulcani di fango possono generare onde sismiche e onde acustiche le quali vengono quindi identificate dai sismometri. Mimmo Fontana, responsabile di Lagambiente Sicilia e direttore della riserva Macalube di Aragona (Ag), ha spiegato all’ANSA che la massa di fango e argilla che ha provocato la tragedia della famiglia è stata provocata dal ribaltamento dell’intera collina dei vulcanelli. La famiglia stava festeggiando il compleanno di 9 anni del bambino che ha perso la vita tra la montagna di fango e detriti.

Il nome Macalube (o secondo alcune versioni Maccalube) deriva dall’arabo Maqlùb che significa letteralmente “ribaltamento”, proprio per le sue caratteristiche geologiche di continua attività. In questo articolo una ampia spiegazione di quello che è successo ieri nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona in provincia di Agrigento in Sicilia.