In casa è bene sfruttare ogni singolo centimetro. Chi vive in appartamento, infatti, spesso deve misurarsi con l’esigenza di allargare i propri ambienti per migliorare il comfort e la propria qualità della vita. Tra questi rientrano i balconi che possono essere trasformati in verande, dando vita a nuovi ambienti da sfruttare sia nelle giornate fredde che in quelle calde. In questo modo si può dare vita, ad esempio, ad una seconda sala da pranzo dove accogliere i nostri ospiti, una zona adatta per il bucato oppure uno spazio per una cucina esterna, o per la lavatrice.

Ma come trasformare un balcone in veranda? La soluzione più logica porta all’utilizzo di vetrate scorrevoli che garantiscono comfort e luminosità. Quando si decide di trasformare un balcone in una veranda, vi possono essere dei vincoli che dipendono dal singolo Comune di residenza. Il primo consiglio è di consultare il Regolamento Edilizio del Comune. Il secondo passo consiste nel chiedere autorizzazione al Condominio. In linea generale i manufatti amovibili e di modeste dimensioni possono essere installati anche con una comunicazione di inizio lavori al Comune.

Le strutture che invece implicano un aumento della volumetria necessitano di permesso di costruire. Bisogna anche considerare il problema della distanza della veranda dal balcone del vicino. La legge fissa una distanza minima di tre metri con riferimento alle altre costruzioni prospicienti: in buona sostanza, poiché dopo la costruzione della veranda, la proprietà del condomino risulta proiettata in avanti, è da questa nuova edificazione che si calcola la distanza minima dalla linea di confine con l’altrui proprietà.

Dunque la veranda non deve essere a meno di 3 metri con il balcone posto di fronte ad essa. Differente è il problema relativo al rapporto con il balcone superiore che potrebbe lamentare una perdita di aria o di affaccio sul cortile.

Consultiamoci con un tecnico specializzato per capire se possiamo o meno aggiungere una veranda al nostro spazio abitativo. A quel punto, potremo valutare se sarà il caso di portare avanti il progetto oppure rinunciare. La veranda, come detto, è costituita principalmente da una struttura portante e di parti vetrate. Questo perché la legge vieta la costruzione di parti in muratura. Ma non bisogna temere, poiché i materiali e le tecniche costruttive utilizzate per le verande, sono capaci di dare stabilità e sicurezza come se si trattasse di una struttura in muratura.

La struttura portante, che può essere realizzata in diversi materiali resistenti a intemperie e usura, è addossata a una o due pareti dell’edificio ed è ancorata a terra o al pavimento. Le vetrate sono provviste di aperture verso l’esterno, completamente versatili; in questo senso la veranda è componibile, la si può scegliere come la si desidera: tipi di aperture (battente, scorrevole, etc), finestre, portefinestre, porte, trasformano la veranda in ambiente chiuso o aperto oppure semplicemente affacciato sull’esterno. Un altro elemento fondamentale delle verande sono le coperture, create appositamente per proteggere dal sole e dagli sguardi indiscreti, e che possono essere interne ed esterne.