TERREMOTO CASTELLI ROMANI – Il giorno dopo la scossa di terremoto di magnitudo 3,5 che ha colpito la periferia di Roma (zona Frascati e Grottaferrata), i Castelli Romani, emerge che il rischio a Roma che si verifichi un forte terremoto esiste, ma che al momento i dati relativi al territorio sono tuttavia insufficienti.

L‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV Terremoti) fa sapere che attraverso “metodologie semplici e economiche potrebbero migliorare di molto le informazioni sul territorio della capitale“.

Secondo i dati attuali, Roma è una zona sismica di magnitudo massima di 5,45 gradi, il che significa che esiste una sporadica possibilità che un terremoto di tale magnitudo si possa verificare.

INGV afferma che l’attuale carenza di dati è dovuta al fatto che i terremoti nel Lazio, diversamente dall’Abruzzo o dall’Emilia Romagna, sono piuttosto rari, oppure di bassa intensità. Occorre aggiornare le mappe geologiche del territorio (con operazioni relativamente economiche e non invasive) in modo da ridurre l’incertezza delle attuali misurazioni da Km a poche centinaia di metri. Tutto però dipende dalla volontà e dall’esigenza delle istituzioni locali di Roma.