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La Commissione Europea ha inflitto ad Apple una multa record di 1,8 miliardi di euro per aver violato le regole sulla concorrenza nello streaming musicale. L’Antitrust ha sottolineato che Apple ostacola i produttori di app di streaming musicale nel fornire informazioni sugli altri servizi disponibili. Apple ha respinto le accuse sostenendo che non vi siano prove convincenti di danni per i consumatori.

Apple è accusata di aver applicato regole restrittive agli sviluppatori di app, impedendo loro di informare gli utenti iOS su servizi di abbonamento musicale alternativi e più convenienti disponibili altrove. Questo comportamento potrebbe aver causato agli utenti iOS di pagare prezzi più alti per gli abbonamenti musicali, a causa delle commissioni elevate imposte da Apple. Inoltre, le restrizioni hanno compromesso l’esperienza utente, costringendo gli utenti a fare ricerche più complesse o a non abbonarsi affatto a servizi.

Nel determinare la quantità della sanzione, la Commissione ha considerato la durata e la gravità della violazione, nonché il fatturato totale e la capitalizzazione di mercato di Apple. Ha anche tenuto conto del fatto che l’azienda ha fornito informazioni non accurate durante il procedimento amministrativo. Inoltre, la Commissione ha deciso di aggiungere alla somma base della sanzione un ulteriore importo forfettario di 1,8 miliardi di euro per garantire che l’ammenda totale inflitta ad Apple sia sufficientemente deterrente.

Questa decisione è stata presa perché una parte significativa del danno causato dalla violazione consiste in un danno non finanziario, che non può essere adeguatamente calcolato secondo la metodologia basata sui ricavi. Inoltre, l’ammenda deve essere sufficiente a scoraggiare Apple dal ripetere la violazione o comportamenti simili, così come a scoraggiare altre aziende di dimensioni simili e con risorse simili dal commettere violazioni simili. Inoltre, Bruxelles ha ordinato ad Apple di rimuovere le disposizioni anti-steering e di astenersi dal ripetere la violazione o adottare pratiche simili in futuro.

La vice presidente esecutiva Margrethe Vestager ha dichiarato che i consumatori sono stati danneggiati dalle regole anti-steering di Apple, che hanno portato a pagare di più o a non trovare ciò che cercavano.

Ha sottolineato che la decisione della Commissione potrebbe essere utilizzata per chiedere compensazioni ai consumatori in tribunale.

Apple ha reagito duramente alla decisione, sostenendo che non vi siano prove credibili di danni ai consumatori e che il mercato della musica digitale è competitivo e in crescita. L’azienda ha criticato Spotify, affermando che detiene una quota di mercato predominante in Europa senza pagare nulla ad Apple per i servizi offerti sull’App Store.

Intanto, la Commissione ha ricevuto notifiche da Booking, ByteDance e X in merito ai loro servizi principali che potrebbero rientrare sotto il Digital Markets Act. La Commissione ha 45 giorni lavorativi per decidere se designare queste aziende come “gatekeeper” e applicare loro le nuove norme sulle piattaforme.