TORINO – Rimbomba in tutta Italia l’ultima sentenza della Corte di Cassazione al maxi processo Eternit la quale ha annullato per prescrizione la condanna a 18 anni del magnate svizzero Schmidheiny. Reazioni a catena accompagnano la rabbia dei famigliari delle vittime. Entra in campo anche l’Associazione nazionale magistrati con le parole del suo presidente “I magistrati hanno sollevato da anni il problema della prescrizione. Non entriamo nel merito del processo ma la riforma della prescrizione è una priorità urgente”.

La Suprema Corte in mattinata aveva precisato che il processo di ieri si è occupato solo del disastro ambientale, e quindi non erano oggetto del giudizio i singoli episodi di morti e patologie spravvenute, dei quali la Corte non si è occupata. La nota diffusa dal tribunale precisa: “Oggetto del giudizio era esclusivamente l’esistenza del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte, che ha dovuto però prendere atto dell’avvenuta prescrizione del reato”.

Nel frattempo, i pm hanno fatto sapere  che saranno contestati a Stephan Schmidheiny una cinquantina di casi di morte in più, oltre ai primi 213, nell’inchiesta Eternit bis, dove si procede per omicidio volontario. I pm Guariniello e Colace stanno lavorando all’atto formale di chiusura delle indagini che aggiorna il precedente di alcuni mesi fa.