reddito cittadinanza

Pugno deciso contro i furbi del reddito di cittadinanza. Chi contraffà i documenti per ricevere il reddito di cittadinanza rischia una condanna da due a sei anni di prigione, una pena severa giustificata dalla facilità con cui il reato può essere commesso. La Corte di cassazione, con la sentenza 7528/24 del 21 febbraio 2024, ha respinto il ricorso di un individuo che aveva ottenuto il beneficio in modo ingiustificato.

Secondo il Collegio di legittimità, come riportato da Cassazione.net, sottolinea che l’articolo 7 del decreto legge 4 del 2019 prevede pene severe per chi si rende colpevole di frode. La Corte suprema ha ritenuto che tali norme non siano in contrasto con l’articolo 316-ter del codice penale, che punisce l’indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Chi usufruisce del reddito di cittadinanza deve comunicare eventuali variazioni di reddito o patrimonio, altrimenti rischia la revoca del beneficio. In sintesi, la Corte di cassazione conferma la severità delle pene per chi commette frodi nel ricevere il reddito di cittadinanza.