Morti sul Monte Everest, affollato di scalatori.

Più di 200 scalatori hanno battuto il record di salita nello stesso giorno sul Monte Everest, la vetta più alta del Mondo: sì, però, a che prezzo? Ci sono giorni in cui ci vuole più pazienza e perseveranza per aspettare di farsi una foto storica sulla cima dell’Everest. Mercoledì scorso è stato uno di quei giorni con più di 200 scalatori che hanno fatto la differenza, battendo il record delle scalate nello stesso giorno.

Gli scalatori hanno formato un lungo ingorgo per diverse ore mentre aspettavano in uno stretto passaggio della cresta sud-est vicino al tetto del pianeta, come si vede nella foto di copertina. Due di quelli che hanno fatto la coda sono morti mentre scendevano, dopo aver raggiunto il vertice: l’americano Donald Lynn Cash e l’indiano Anjali Kulkarni, entrambi di 55 anni.

L’organizzatore della spedizione Kulkarni, Arun Trek, ha attribuito l’incidente all’eccessivo flusso di alpinisti, che ha ritardato la loro discesa.

In questi giorni otto persone erano già morte nella vetta più alta del mondo.

A causare i decessi sarebbero state le troppe ore passate oltre quota 8000 a causa della lunga fila per raggiungere la vetta. Su 250 alpinisti a partire mercoledì per tentare la scalata, sono arrivati in cima in 200, ma solo dopo un’attesa di due ore in condizioni estreme. Su 4800 scalatori che hanno affrontato la vetta più alta del mondo, in 300 hanno perso la vita.