La sonda spaziale New Horizons ha fotograto Ultima Thule con successo, stanno arrivando immagini e dati.

Aggiornamento dalla NASA. Stanno arrivando le prime immagini, unite ai dati scientifici, raccolte dalla navicella spaziale New Horizons su Ultima Thule, l’oggetto nello spazio più distante mai esplorato. Costituito da due sfere collegate, il team di ricerca della NASA ha soprannominato la sfera più grande “Ultima” e la sfera più piccola “Thule”.

Studiare Ultima Thule ci aiuta a capire come si formano i pianeti, sia quelli del nostro sistema solare che quelli che orbitano attorno ad altre stelle nella nostra galassia. I dati del flyby di Capodanno continueranno ad arrivare nelle prossime settimane e mesi, con immagini a risoluzione molto più alte.

Foto Credit: NASA / Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory / Southwest Research Institute.


NASA: La sonda spaziale New Horizons ha fotograto Ultima Thule con successo.

Ultima Thule, ultima frontiera, almeno quella del Sistema Solare. Il più lontano corpo celeste che sia mai stato visitato. Al centro di controllo della NASA, situato presso l’Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University (USA), hanno festeggiato con applausi e grida di gioia perchè la sonda spaziale New Horizons è rimasta in perfette condizioni. E adesso? Adesso cominciano ad arrivare i dati scientifici per capire le origini del nostro sistema solare.

Ubicato a oltre 6,6 miliardi di Km in una regione oscura e fredda dello spazio conosciuta come la fascia di Kuiper, Ultima Thule è un mondo in miniatura, il più lontano e il più vecchio che abbia visitato una sonda spaziale. Questo oggetto allungato scoperto nel 2014 è una delle migliaia di asteroidi e fino a un miliardo di comete che compongono la fascia di Kuiper.

La navicella spaziale della NASA è la più veloce mai lanciata nello spazio, ed è passata da Ultima Thule a 18 chilometri al secondo.

Un fugace incontro durante il quale le sue telecamere hanno cercato di ritrarre le caratteristiche geografiche di questo corpo da una distanza di 2.000 chilometri, tre volte più vicino di quello che è successo su Plutone.

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La sonda ha scattato circa 900 fotografie del loro incontro e le ha mandate sulla Terra per i prossimi due anni, come spiegato in un tweet Bowman, che è la prima donna ad occupare il posto di capo delle operazioni di una missione spaziale a Johns Hopkins. Le immagini ad alta risoluzione arriveranno a febbraio.

Secondo Alan Stern, scienziato del New Horizons, Ultima Thule è unico perché è una reliquia dei primi tempi del sistema solare e potrebbe fornire risposte sulle origini di altri pianeti.

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Appena poche ore dopo l’avvicinamento a Ultima Thule, New Horizons era già a quasi mezzo milione di chilometri dal piccolo mondo appena scoperto. Adesso si trova nuovamente nella cintura di Kuiper, dove è possibile visitare almeno un altro asteroide nei prossimi anni.

Poche ore prima, un’altra navicella NASA, la Osiris-Rex, ha segnato la storia delle missioni spaziali, entrando nell’orbita dell’asteroide Bennu, a circa 110 milioni di chilometri dal nostro pianeta, come confermato dalla NASA il 31 dicembre. La sonda è diventata la prima a orbitare attorno a un oggetto piccolo come questo, con appena 500 metri di diametro.