Jimmy Connors, la storia del campione di tennis maleducato

La storia del tennista Jimmy Connors (foto) che ha rivoluzionato le regole di comportamento sul campo da gioco. In tutti i campi della vita c’è qualcuno che arriva sulla scena e segna un “prima” e un “dopo”. Qualcuno che entra in campo e cambia le regole, che rivoluziona la storia. Nello sport, ad esempio. Prima di Dick Fosbury il salto in alto si praticava saltando con la pancia in giù. Dopo di lui tutti hanno cambiato stile. O nella musica: Jimi Hendrix, per esempio. Chi ha preso in mano una chitarra elettrica, dopo di lui, non può non aver provato a suonare un giro blues, imitandolo.

La storia che Enrico Ruggeri racconta oggi, giovedì 15 dicembre, nella puntata de Il Falco e il Gabbiano in onda alle 15.30 su Radio 24 riguarda un campione che è entrato in uno sport fino ad allora fatto di persone educate, di fair play, di tenute bianco-candido, di eleganza. Dove il silenzio regnava, dove la parola di un arbitro era legge. Dove, nel dubbio, il punto si concedeva all’avversario. Poi è arrivato lui.

Stiamo parlando di Jimmy Connors, tennista che sarà di certo ricordato per il suo gioco, per i suoi record e i tantissimi tornei vinti, ma resterà nella storia anche e soprattutto perché ha sdoganato la maleducazione nel tennis. In campo è stato un vero combattente, una specie di macchina da competizione, dotato di una carica agonistica allo stato puro. Nella sua carriera ha vinto tantissimo e ha stabilito record ancora oggi imbattuti. Non solo: ha dato vita a rivalità da epica dello sport, basti citare i suoi scontri con Bjorn Borg, con Ivan Lendl e, soprattutto, con un altro grande “scorretto”, John McEnroe.

Oggi sono quasi amici, ma in campo sono arrivati letteralmente alle mani.

Per lui la racchetta era come un fucile, il match come una guerra. Americano dell’Illinois, nato a East St. Louis nel settembre del 1952, Connors era un predestinato. Figlio di una tennista di livello, è stato cresciuto dalla madre sui campi da tennis, con un mantra quotidiano: mai arrendersi. Tutta grinta e maleducazione, Connors è stato in vetta al ranking mondiale in due periodi, prima negli anni ’70 e poi di nuovo negli ’80. Ha vinto otto tornei del Grande Slam in singolare e altre sette volte è arrivato in finale. A oggi è il tennista che ha conquistato più trofei nel singolare maschile nell’era “Open”, ben 109.

Ma ridurre Jimmy Connors oggi di 64 anni detto Jimbo, ai soli numeri significherebbe non rendergli gli onori che merita. Perché è stato soprattutto un rivoluzionario, un giocatore che è arrivato in vetta non grazie solo a doti tecniche, per altro non migliori dei suoi grandi avversari dell’epoca, ma prima di ogni altra cosa per merito della sua spinta competitiva. Nello sport si dice: con il cuore, più che con le gambe.

Enrico Ruggeri racconta oggi, giovedì 15 dicembre, la storia di Jimmy Connors nella puntata de Il Falco e il Gabbiano in onda alle 15.30 su Radio 24. Ospite: l’ex tennista e avversario di Connors, oggi allenatore, Corrado Barazzutti. Per l’ascolto in diretta streaming collegarsi a www.radio24.it.