Facebook: lo scandalo provoca la caduta libera in Borsa

Facebook oggi vale 60 miliardi di dollari in meno. Il crollo in Borsa dopo lo scandalo della Cambridge Analytica che sta coinvolgendo Facebook. Licenziato il capo della sicurezza Alex Stamos, mentre i suoi dipendenti hanno cominciato a tirare fuori i panni sporchi, e Mark Zuckerberg continua a non farsi vedere in giro.

Dopo la rivelazione della scorsa settimana nella quale Cambridge Analytica ha praticamente rubato 50 milioni di profili social per spingere Trump a conquistare la Casa Bianca, la crisi che colpito Facebook come un tsunami, continua ad aggravarsi. Immediata conseguenza i 60 miliardi di dollari persi in Borsa, rispetto a venerdì scorso, provocando la capitalizzazione più basa di Facebook in circa un anno. In mezzo a questo terribile débâcle, politici americani e europei vogliono parlare con Mark Zuckerberg per avere  spiegazioni valide su quello che è successo e sta succedendo.

A peggiorare la situazione, le due parole di Sandy Parakilas, il massimo responsabile in Facebook nell’assicurarsi che compagnie terze, come appunto Cambridge Analytica, non abusassero delle informazioni provate degli oltre 2,2 miliardi di utenti di questa potente rete sociale.

Facebook non aveva nessun conotrollo sui dati che cedeva sviluppatori. Zero. Una volta abbandonati i suoi server, nessuno sapeva come venivano trattati. E’ stato doloroso vedere tutto questo perchè sapevo quello che si sarebbe potuto evitare”.

Secondo questo ex dipendente, dozzine di aziende hanno utilizzato tecniche molto simili a quelle utilizzate da Cambridge Analytica per accedere in forma illegale, perchè senza il consenso degli utenti, a milioni di profili su Facebook. “Era una routine”, dice Parakilas, evidenziando che centinaia di milioni di persone, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo, sono colpite da questa irregolarità.

Parakilas è l’ultimo dipendente di Facebook a filtrare i media, con nomi e cognomi, spiegando quello che è successo qualche anno fa nelle viscere dell’invenzione di Mark Zuckerberg.

In un’intervista a The Guardian, spiega come i dirigenti di Facebook hanno semplicemente guardato dall’altra parte di fronte alle possibili irregolarità commesse da decine di aziende terze, aggirando le regole per l’uso delle informazioni.

In un continuo e reciproco scarica barile, lo scandalo ha raggiunto dimensioni planetarie, arrivando persino a generare dubbi sul caso Brexit. A Bruxelles il presidente dell’eurocamera l’italiano Antonio Tajani, ha invitato oggi il creatore di Facebook a dare spiegazioni davanti al Parlamento Europeo: “Facebook deve chiarire davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i loro dati personali non sono stati utilizzati per manipolare la democrazia”.

Aggiornamento ultima ora

E’ stato sospeso “con effetto immediato in attesa di un’indagine” il Ceo di Cambridge Analytica (l’azienda di consulenza e marketing web al centro dello scandalo di Facebook), Alexander Nix. Facebook, dopo il crollo in Borsa, è intervenuta affermando di essere indignata sul caso dei dati personali venduti alla società inglese e usati per scopi politici. Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg dicono che stanno appurando i fatti per prendere le misure adeguate: “Siamo stati ingannati […] Siamo impegnati a rafforzare le nostre policy per proteggere le informazioni personali”.