#DeleteFacebook: Il boicottaggio contro il social network dopo lo scandalo

Lo scandalo di Facebook sta facendo preoccupare tutti colore che nel mondo stanno utilizzando il più grande social network del pianeta. Facebook e la consulenza di Cambridge Analytica sono stati coinvolti nel filtraggio dei dati su oltre 50 milioni di utenti. Questo è stato sufficiente per posizionare l’hashtag #DeleteFacebook come “Trending Topic” (TT) su Twitter.

#DeleteFacebook – che significa “Elimina Facebook” in inglese – si è posizionato su un altro social network, Twitter. L’indignazione ha attirato migliaia di utenti statunitensi da quando è stata pubblicata la notizia lunedì. L’onda rivoluzionaria, come è stata definita da molti media, ha raggiunto altri paesi come Spagna e Italia.

Come sappiamo tutti, su Facebook gli utenti inseriscono dati come nome, età, posizione, preferenze di tutti i tipi e persino ciò che non gli piace. Nel corso degli anni il social network è diventato uno strumento sofisticato di segmentazione dei dati dove molte aziende, con la scusa di comprare pubblicità all’interno del social network, scoprono moltissimo altro sugli utenti. Potrebbe essere simile a un sondaggio, forse il più lungo che sia stato diffuso nel mondo.

Cambridge Analytica ha raccolto i dati – raccolti in modo gratuito e volontario – di diverse decine di milioni di utenti di Facebook, senza il loro consenso per questo particolare uso. Con queste informazioni avrebbe creato un programma per prevedere e influenzare il voto degli elettori, dice un’inchiesta dei giornali “The New York Times” e “The Observer” l’edizione domenicale del quotidiano britannico The Guardian.

Il rappresentante di Facebook viene citato dal parlamento britannico, mentre l’ONU vede la necessità di promuovere un grande dibattito tra governi, aziende e utenti di Internet per raggiungere accordi sull’uso dei dati personali. E’ quanto ha affermato alla BBC Paul Bernal, professore di Information Technology. L’unica soluzione però sembra essere “lasciare Facebook“.

Mark Zuckerberg intanto, ed è notizia dell’ultima ora, rompe il silenzio. Con un’autocritica affidata alla sua pagina sul social media, ammette: “Abbiamo fatto degli errori, abbiamo fatto dei passi avanti e c’è ancora molto da fare. Abbiamo la responsabilità di proteggere i vostri dati […] La buona notizia è che molte misure per prevenire tutto questo sono state già prese anni fa”. Parole che hanno permesso a Facebook di prendere una boccata d’ossigeno in Borsa (+0,85%) dopo la caduta dei giorni scorsi.