Trovate tracce di bisfenolo nella Coca-Cola in Francia

In Italia continua a parlarsene poco, mentre nel resto d’Europa ed in particolare in Francia, la questione dei prodotti che contengono il famigerato BPA (bisfenolo A) è costantemente sotto monitoraggio e alla pubblica attenzione. Da ultimo, in Francia la Coca Cola ha richiamato volontariamente le lattine CLASSIC 24x33CL commercializzate da METRO France. Nello specifico si tratta della confezione da 24 lattine da 33CL con codice a barre 5425032884087: le singole lattine hanno codice a barre 5 449000 000996 con etichettatura in lingua straniera.

Secondo la nota di richiamo pubblicata sul portale del governo francese, il prodotto è stato ritirato volontariamente da Coca Cola sia per la presenza di bisfenolo A e per l’assenza di etichettatura in francese (implicando che questi prodotti non possono essere commercializzati sul mercato francese). Alcuni di questi prodotti sono stati commercializzati prima della misura di ritiro. Si raccomanda a chi li detiene di non consumarli e distruggerli, o di essere rimborsati.

L’Italia al momento non è interessata dal richiamo

Al momento non si hanno notizie su lotti spediti verso il nostro Paese, in quanto le Autorità francesi non hanno indicato nelle note RASFF l’Italia tra i Paesi destinatari del lotto contaminato, anche se il Ministero della Salute, a titolo precauzionale, ha già

avviato interlocuzioni con la Commissione europea e con le Autorità francesi, per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotto interessato.

Bisfenolo A

Ricordiamo che il bisfenolo A  è da anni sotto la lente di ingrandimento perché accusato di influire negativamente sulla salute e di essere un interferente endocrinologo. Noto anche come 2,2-bis (4-idrossifenil) propano è una molecola usata come additivo nella produzione di diversi materiali, in particolar modo plastiche, ma anche resine epossidiche utilizzate per il rivestimento di metalli come nel caso delle lattine.

Inoltre è uno dei monomeri principali nella produzione del policarbonato impiegato in ambito alimentare nella produzione di stoviglie di plastica e contenitori per la conservazione del cibo.

L’allerta che arriva dalla Francia dovrebbe far allertare le istituzioni italiane affinchè anche nel nostro Paese questa sostanza incriminata sia sempre ricercata nelle analisi di controllo per le acque a uso potabile e nelle bevande, che il loro valore limite sia fissato in zero. La preoccupazione non è soltanto legata al singolo profilo di rischio della sostanza in sé ma anche alla combinazione possibile e alla sommatoria con altri inquinanti.