APPLICAZIONE MISTERIOSA PER IPHONE – Leggenda metropolitana o realtà illegale, una app per iPhone di cui si torna a parlare in cronaca di tanto in tanto. Questa volta a vincere alle slot machine grazie all’iPhone fino a sbancarle, una donna di nazionalità cinese, incensurata, che agiva ad Alba, in Piemonte. E sempre i carabinieri di Alba avevano denunciato per frode informatica altri due cinesi, lo scorso 13 dicembre; anche loro colpevoli di mandare in tilt le slot machine e i videopoker installati nei bar della zona per incassare vincite statisticamente impossibili. Mentre nel 9 aprile del 2011 altri due cinesi erano stati scoperti a Pavullo nel Frignano, Modena, intenti anche loro a riscuotere vincite disoneste da videopoker e macchinette mangiasoldi utilizzando un software appositamente modificato che “confondeva” le apparecchiature facendole erogare denaro.

In quell’occasione il RIS di Parma aveva a disposizione dei video (da cui è tratta la foto che correda questo articolo) che mostravano il modo in cui agivano i due truffatori: vi si vedeva uno dei due posizionare il dispositivo apple di fronte alla macchinetta mangiasoldi per poi riporlo nella tasca, prima di cominciare a giocare. Quando il giocatore metteva la mano in tasca, il collega realizzava la vincita. In quel caso fu il gestore del locale, insospettito, a chiedere l’intervento delle autorità.

Le indagini rivelarono che all’interno dell’iPhone utilizzato per mandare in tilt le slot machine ci fosse un software modificato. Ovviamente i dettagli del funzionamento di tale software non sono mai stati rivelati. Comunque appare ovvio che non si tratti di una applicazione che si può trovare normalmente in vendita in Apple Store. Manomettere, anche da un punto di vista informatico, le new slot, questo è il nome tecnico delle macchinette mangiasoldi per la legislazione italiana, è un reato ai danni dello Stato difficile da commettere. Lo Stato italiano prevede infatti che le new slot, come riportato da Wikipedia, “per essere a norma di legge devono essere collegate fisicamente a dei modem, i quali trasmettono i dati e le statistiche di ogni singola macchina“, inoltre, “Tali macchine riconoscono i segnali inviati dal provider di rete che li gestisce, e, in assenza di tali segnali per un periodo di 7 giorni, attivano automaticamente un blocco software che disinserisce l’apparecchio“.