Vademecum recupero crediti: le regole per il corretto trattamento dei dati personali

Il recupero crediti è un’attività particolarmente sensibile e delicata, che deve sottostare a precise indicazioni di legge. Il legislatore ha definito diritti e doveri di entrambe le parti in causa, creditore e debitore. Il primo ha il diritto di recuperare la somma che gli spetta, il secondo di veder rispettata la sua privacy e la sua dignità personale.

Alcuni accertamenti del Garante per la protezione dei dati personali hanno evidenziato l’esistenza di prassi non propriamente ortodosse. Nonostante la maggior parte di agenzie e società specializzate nel recupero crediti lavorino in modo professionale, etico e trasparente, cercando sempre un accordo stragiudiziale col debitore, altri soggetti utilizzano pratiche decisamente invasive, al limite del lecito, dell’inganno e dello stalkeraggio, arrivando a minacciare coloro che – per una semplice dimenticanza o per un momento di difficoltà economica – non hanno saldato il debito, pur di recuperare l’importo e ottenere le provvigioni pattuite col creditore.

Visite a domicilio o sul posto di lavoro, telefonate a parenti o allo stesso datore di lavoro, insistenti sollecitazioni sul telefono fisso o cellulare, fino all’affissione in luogo pubblico e visibile a terzi – spesso direttamente sulla porta di casa… – dell’avviso di mora. Tutte condotte illecite, passibili di denuncia.

Per questo il Garante ha redatto il vademecum recupero creditiPrivacy e recupero crediti, le regole per il corretto trattamento dei dati personali”: un provvedimento che indica alle società specializzate, alle banche e alle compagnie telefoniche tutte le misure necessarie e le linee guida affinché l’attività si svolga nel pieno rispetto della legge e dei principi di liceità, correttezza e pertinenza.

Incaricando un avvocato o una società specializzata nel recupero, il creditore dovrà comunicare informazioni sul debitore quali nome, somma dovuta, recapiti telefonici. Si tratta di dati che – salvo l’assolvimento di specifici obblighi di legge, come la rendicontazione delle attività svolte, che possono richiederne la conservazione per un dato periodo – dovranno essere cancellati una volta assolto l’incarico e recuperata la somma.

Non è lecito comunicare o diffondere dati relativi al debitore e ai mancati pagamenti a persone – parenti, colleghi, vicini di casa – che non siano il diretto interessato per fare pressione su quest’ultimo.

Per lo stesso motivo sono anche considerate prassi illecite:
► visite a domicilio o sul posto di lavoro con comunicazione a terzi di informazioni relativa alla situazione di inadempimento
► solleciti telefonici preregistrati, perché così facendo persone diverse dal debitore potrebbero venire a

conoscenza della sua insolvenza
► utilizzo di cartoline postali o invio di plichi recanti all’esterno la scritta "recupero crediti" o formule simili che rendono visibile a persone estranee il contenuto della comunicazione. É necessario, invece, che le sollecitazioni di pagamento vengano portate a conoscenza del solo debitore, usando plichi chiusi e senza scritte specifiche, che riportino all’esterno le sole indicazioni necessarie ad identificare il mittente al fine di evitare un’inutile divulgazione di dati personali;
► affissioni di avvisi di mora (o, comunque, di sollecitazioni di pagamento) sulla porta dell’abitazione del debitore, potendo tali dati personali essere conosciuti da una serie indeterminata di soggetti nell’intervallo di tempo (talora prolungato) in cui l’avviso risulta visibile.

Possono formare oggetto di trattamento per recupero crediti i soli dati necessari all’esecuzione dell’incarico (dati anagrafici del debitore, codice fiscale o partita IVA, ammontare del credito vantato, unitamente alle condizioni del pagamento, e recapiti, anche telefonici) di norma forniti dall’interessato in sede di conclusione del contratto o comunque desumibili da elenchi o registri pubblici.

ESERCIZIO DEI DIRITTI

Il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196) riconosce all’interessato (in questo caso al debitore) la possibilità di esercitare nei confronti del titolare del trattamento (il soggetto creditore, come ad esempio le banche, le finanziarie, le società di forniture dei servizi etc) alcuni diritti, specificamente indicati all’art. 7 del Codice.

Tra questi, l’interessato ha la possibilità di richiedere l’origine dei dati personali che lo riguardano; di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi al trattamento dei dati che lo riguardano, ancorché pertinenti alla raccolta, oppure, al trattamento dei dati ai fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Per esercitare i diritti è possibile utilizzare il modulo predisposto dal Garante.