Il doodle Google di oggi celebra il 100° anniversario dalla nascita di Alan Mathison Turing: stravagante, eclettico personaggio considerato il padre dell’informatica.

Il suo essere fuori dalle righe è famoso quanto le sue invenzioni, le sue teorie e le sue scoperte. Considerato ora una delle più grandi menti del 20° secolo, in vita si trovò ad affrontare non poche difficoltà e a non avere il riconoscimento meritato, ma piuttosto ad essere perseguitato per le sue scelte di vita, soprattutto in campo sessuale e sentimentale. L’essere stato condannato alla castrazione chimica e il vivere le conseguenze della discriminazione omofobica resero la sua esistenza insopportabile a sé stesso.

Il 23 giugno del 1954 Turing avrebbe compiuto 42 anni, ma pochi giorni prima, un addetto alle pulizie trovò il cadavere dello scienziato, era l’8 giugno.

L’esame autoptico rivelò che Turing era morto il giorno precedente e la causa della morte era un avvelenamento da cianuro.

Al momento del ritrovamento del cadavere una mela morsicata era deposta accanto al letto in cui Turing giaceva, malgrado la mela non sia mai stata testata per accertarne l’eventuale contaminazione con cianuro, si fece prepotentemente strada l’ipotesi che proprio la mela fosse stata il mezzo con cui si fu consumato il suicidio di Alan Turing.

Il risultato dell’inchiesta sulla morte di Turing sancì che Turing si fosse suicidato, e il corpo venne cremato a Woking, il 12 giugno del 1954.

La madre di Turing sostenne strenuamente che l’ingestione di cianuro fosse avvenuta in modo accidentale, magari a causa di negligenza del figlio nel manipolare e conservare sostanze chimiche di laboratorio. Il biografo Andrew Hodges è arrivato a suggerire che il suicidio di Turing fosse volutamente ambiguo, per lasciare spazio alla negazione del suo drastico atto almeno alla madre.

Hodges e David Leavitt hanno ipotizzato che Turing abbia volutamente tirato in ballo la simbologia della mela, e in particolare la mela avvelenata che uccide Biancaneve.

Il riferimento non sarebbe stato tanto alla fiaba originale, trascritta dai fratelli Grimm, quanto alla trasposizione cinematografica della Disney, il film era uscito nelle sale nel 1937. Secondo quanto riportato dai biografi, non solo Biancaneve era la fiaba preferita da Turing, ma pare che durante la visione del film della Disney, Alan Turing provasse “un piacere particolarmente vivo nella scena in cui la regina Wicked immerge la sua mela nella pozione velenosa“.

Ora, la mela accompagna Turing nella rappresentazione dello scienziato per la statua commemorativa in bronzo a X, dove il criptanalista è raffigurato con una mela nella mano destra. La mela è classicamente usata per rappresentare l’amore proibito (e gli amori di Turing erano proibiti, in quanto omosessuali), ma anche la teoria della gravità di Isaac Newton, oltre che essere proprio la mela il presunto mezzo della morte di Turing.

Infine, un mito da sfatare sulla mela di Turing: il logo Apple viene talvolta erroneamente indicato come un omaggio ad Alan Turing, con il segno del morso come fosse un ulteriore riferimento al metodo del suicidio. Sia il progettista del logo che la Apple negano che vi sia stata l’intenzione di un omaggio ad Alan Turing in fase di progettazione. Stephen Fry ha anche raccontato di un colloquio avuto con Steve Jobs, al quale venne posta la domanda sulla presunta relazione tra Turing e la mela Apple. Jobs rispose: “Non è vero, ma… vorremmo che lo fosse“.