Scoperta inaspettata nello spazio: su Titano, la luna di Saturno, tra le dune della zona vicina all’equatore, la sonda Cassini ha rivelato la presenza di un grande lago di metano. Secondo i rilevamenti della spedizione Cassini, grazie alle immagini a infrarossi inviate dalla sonda, al lago di metano liquido è stata attribuita una dimensione di 2400 chilometri quadrati e 1 metro di profondità.

L’autrice principale dello studio, Caitlin Griffith, un’esperta di scienze planetarie presso la University of Arizona di Tucson, dice: “Il nostro lavoro suggerisce anche l’esistenza di stagni più piccoli e meno profondi, simili alle paludi sulla Terra“.

Titano ha nuvole, pioggia e laghi, come la Terra, ma questi sono composti di metano invece che da acqua. Mentre le condizioni atmosferiche di Titano giustificano appieno la presenza di laghi nelle zone dei poli, spiegare l’esistenza di laghi nella zona più calda della luna richiede una nuova ottica di osservazione del fenomeno.

I modelli di comportamento del metano su Titano mostrano in maniera convincente che i laghi non sono stabili alle latitudini tropicali della luna di Saturno. “Qualsiasi liquido depositato sulla superficie delle zone tropicali evapora rapidamente e, infine, viene trasportato verso i poli di Titano, dove appaiono i grandi laghi polari“, spiega Griffith.

Quindi, “I laghi ai poli sono facili da spiegare, ma i laghi ai tropici non lo sono“. La presenza del lago, inspiegabile con il verificarsi della caduta di piogge, e la sua lunga permanenza sulla superficie, mentre le alte temperature avrebbero dovuto provocarne la rapida evaporazione, suggeriscono che dei canali sotterranei di metano liquido potrebbero alimentare dal sottosuolo questo grande lago principale ed eventuali altri nella zona tropicale.

La possibilità che nel sottosuolo di Titano ci fossero depositi di metano liquido era stata avanzata già dopo l’esame dei dati raccolti dalla sonda Huygens, che atterrò sulla luna di saturno nel 2005.

Anche l’orbita di Titano intorno a Saturno potrebbe confermare gli indizi. Alcuni scienziati suggeriscono che l’orbita non circolare di Titano fosse ancora più ellittica, durante le modifiche l’attrazione gravitazionale di Saturno su Titano avrebbe portato a forti maree e potrebbe aver causato la formazione di serbatoi di metano nel sottosuolo.

I dettagli della scoperta, sulla rivista Nature, di giugno.