10 APRILE 2013 – Oltre agli aggiornamenti sugli effetti disastrosi della scossa di magnitudo 6,3 che ha colpito l’Iran il 9 aprile, giunge notizia di una nuova forte scossa, tra le molte di assestamento che si stanno avvicendando, riscontrabili sui siti che offrono il servizio di monitoraggio delle scosse di terremoto in tempo reale. L’allarme per la centrale nucleare di Bandar Bushehr, vicina all’epicentro dei terremoti è per ora rientrato, ma oltre a salire a 37 il bilancio dei morti, e si parla di almeno 850 feriti, restano comunque dubbi sulla sicurezza di una centrale nucleare costruita all’intersezione di faglie tettoniche attive. Funzionari occidentali e le Nazioni Unite hanno più volte esortato l’Iran a partecipare ai forum sulla sicurezza nucleare, ma Teheran ha ripetutamente respinto le preoccupazioni circa la sicurezza della centrale di Bushehr, seppur costruita in una zona altamente sismica e che ha iniziato ad operare nel settembre 2011 dopo decenni di ritardi.

Case distrutte, devastati due piccoli villaggi, dice il governatore della provincia di Bushehr, Fereydoun Hassanvand. Molte case nelle zone rurali della provincia sono fatte di mattoni di fango, che si sbriciolano facilmente con un terremoto forte come quello che ha colpito l’Iran. Le condotte idriche e le linee elettriche sono interrotte, sui media iraniani si parla anche di frane che distruggono edifici e folle che si radunano verso le zone periferiche delle città in cerca di aiuto. Gli ufficiali militari, unità dell’esercito e della polizia, sono stati mobilitati anche per mantenere l’ordine. Ma secondo le dichiarazioni ai media della società russa che ha costruito la centrale e i funzionari iraniani, la centrale nucleare è intatta.