La terra continua a tremare in Emilia: terremoti, oggi come ieri, si susseguono dalla prima scossa del 20 maggio e a detta degli esperti, scosse ce ne saranno per moltro altro tempo ancora. I danni sono ingenti, i crolli si susseguono e prostrano la zona di Modena e tutta l’Emilia, dal punto di vista dell’economia e del patrimonio culturale. Ma a tutto questo non può non aggiungersi il disagio psicologico degli abitanti delle zone terremotate, il panico dovuto alle scosse, l’ansia per quello che li aspetta, nel breve e nel lungo termine. L’insicurezza, l’angoscia per i nuovi terremoti ma anche per la situazione economica di una zona che vede andare in pezzi i capannoni industriali, le opere d’arte che ne hanno fatto un’importante mèta del turismo, che vede danneggiate le strutture rurali che donano all’Italia e al mondo tanti prodotti fiore all’occhiello del Made in Italy, non solo il Parmigiano Reggiano e il Grana, e con essi i posti di lavoro e il futuro di un popolo per tradizione operoso e attivo. Una sofferenza sociale che si aggiunge a quella personale, per la perdita dei propri beni o addirittura dei propri cari.

La UE ha già annunciato un intervento di sostegno economico a fondo perduto. Cantanti e artisti del mondo musicale, soprattutto di origini emiliane ma non solo, si sono già mobilitati per la raccolta di fondi tramite i loro concerti, e anche con iniziative dedicate proprio alle zone terremotate. La musica per donare non solo denaro, ma anche un po’ di serenità a chi si trova giorno e notte tra le macerie e la paura del terremoto. Serenità, forse è chiedere troppo, ma almeno un momento di sollievo al dolore, all’ansia, alla paura, ai disturbi post traumatici che inevitabilmente accompagnano eventi catastrofici come questo.

Quale l’approccio psicologico giusto ad un evento di questa portata? Il disturbo post-traumatico da stress è in agguato, non per tutti la messa in sicurezza in strutture d’emergenza può bastare a ritrovare la serenità e il sonno, l’essere circondati da tante

persone che vivono in situazione di panico fa comunque crescere lo stato di ansia collettiva, in un meccanismo di causa/effetto che rischia di non avere soluzione nel breve termine.

Come affrontare i disagi psicologici del terremoto e altre calamità naturali è divenuto, in questi ultini anni, un tema specifico per la Protezione Civile e nella preparazione dei volontari. La cosiddetta “psicologia di emergenza” e le tecniche di prevenzione e di pronto intervento divengono “a misura d’uomo”, sensibili alle necessità psicologiche di chi è più fragile: soprattutto dei bambini, degli anziani, dei disabili o delle persone malate.

Ricordiamo ai nostri lettori che nelle zone maggiormente colpite dai sismi: Carpi, Mirandola, Finale Emilia, è stato istituito un apposito Servizio di Supporto Psicologico, proprio per prevenire o affrontare le situazioni di disagio psicofisico di chi è più direttamente coinvolto nella situazione del terremoto. Si può trovare conforto e assistenza specialistica a Finale Emilia presso il Punto Medico Avanzato, a Mirandola presso il punto di accoglienza in via Pietri e a Carpi in piazzale Donatori di Sangue.