Terremoto adesso in Centro Italia: parlano i sindaci di Ussita (MC) e Acquasanta Terme (AP)

Terremoto (1/2) – Sindaco di Ussita (MC) Rinaldi su Radio 24: viabilità “in condizioni pietose. Ci vuole maggiore impegno dell’Anas. È già troppo tardi”. “Sotto controllo la situazione allevatori”.

“Non vi rendete conto cosa vuol dire combattere con un metro di neve, un metro e venti, a fondo valle. Vuol dire che a Casali avremo sicuramente due metri di neve. Ma, oltre a questo, io devo lanciare un allarme grossissimo sulla viabilità che collega i Comuni di Ursita, Visso e Castel Sant’Angelo Sul Nera, al resto del mondo, cioè alla strada statale 209 che, con la chiusura della Valderina, è l’unica strada che ci porta verso il collegamento viario: è in condizioni pietose, pietose. A senso unico si viaggia, ma ci vuole un impegno maggiore dell’Anas. Eravamo stati allertati, avvertiti, puntualmente, dalla Protezione civile e la viabilità sta facendo un flop. La superstrada da Tolentino al bivio Maddalena è impraticabile”. Così Marco Rinaldi, Sindaco di Ussita (MC), intervenuto a Melog, su Radio 24, in merito all’emergenza terremoto che ha colpito il centro Italia. “Io ho il mio suv e viaggio – ha aggiunto il Sindaco – ma non tutti hanno il suv. Le ambulanze devono poter passare. L’Anas deve affrontare questa situazione di emergenza con una risposta immediata e di emergenza. È già troppo tardi. Si sta alzando il vento. Se con la bufera ci chiude il valico di appennino, lì ci vuole un passaggio continuo degli spazzaneve”.

In merito alle persone che sono dovute rimanere nelle zone colpite dal terremoto per continuare a gestire la propria attività di allevatori, il Sindaco di Ussita intervenuto a Radio 24 ha dichiarato: “Abbiamo puntualmente sotto controllo la situazione. Abbiamo gli allevatori che sappiamo dove sono. Parliamo anche dell’allevatore che stava a Casali: ieri sera è sceso, l’abbiamo fatto scendere, e ha dormito delocalizzato. Adesso c’è da raggiungere Casali per dar da mangiare agli animali. Gli animali stanno nella stalla ma alla fine vogliono mangiare”.

Terremoto (2/2) Sante Stangoni, Sindaco di Acquasanta Terme (AP): “esercito fondamentale ma servono mezzi imponenti, le piccole frazioni sono isolate”.

“Servono turbine, pale gommate, camion e ruspe che carichino anche la neve, perché poi in alcune zone strette, purtroppo, le macchine non possono neanche muoversi. Non si può uscire se succede qualcosa, quindi abbiamo bisogno proprio di un intervento imponente perché abbiamo cinquanta frazioni, e in quelle cinquanta frazioni, duecento chilometri di strade interne, più un evento sismico. Mi segnalava adesso una signora che mi ha chiamato che la mamma al seguito del sisma non si è sentita tanto bene, la strada è bloccata perché ci sono slavine, quindi rischiamo tanto, tanto, tanto”. Così Sante Stangoni, Sindaco di Acquasanta Terme (AP), intervenuto a Melog, su Radio 24, in merito all’emergenza terremoto che ha colpito il centro Italia.

Il Sindaco di Acquasanta Terme, intervenuto a Radio 24, ha annunciato l’intervento dell’esercito, ma invocato maggior supporto di mezzi: “L’esercito è fondamentale – ha dichiarato Stangoni – So che stanno per arrivare, non so se nel primo pomeriggio, trenta spalatori, ma servono i mezzi. Già questo va bene, però ecco, servono molti più interventi. Non c’è la possibilità di comunicare perché spesso la rete va e viene e purtroppo abbiamo queste frazioni isolate. Poi sono arrivate anche le scosse, quindi tante persone adesso sono anche nel panico perché stanno rivivendo delle situazioni già viste purtroppo negli altri terremoti, quindi abbiamo bisogno di pulire il più possibile le strade, ma la situazione è veramente difficile. Perché noi come piccole realtà non abbiamo le potenzialità per intervenire in un’emergenza dove ci sono delle frazioni con due metri di neve”.

Intervenuto su Radio 24, il Sindaco di Acquasanta Terme ha affermato che a causa della neve la situazione sarebbe stata “ugualmente critica” anche senza le scosse di terremoto: “Due metri in quarant’otto ore, anche in queste zone dove noi siamo abituati, non sono normali”.