CONTRO LA APP DI PRENOTAZIONI – Uber indigna i tassisti di Milano, che hanno indetto oggi una manifestazione di fronte a Palazzo Marino, per chiedere attenzione al Comune della città.

La categoria ha segnalato, tra i problemi portati all’attenzione dell’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, l’Applicazione Uber.

Uber è una nuova applicazione gratuita per smartphone,scaricabile da App Store o da Google Play Store, che permette di prenotare una macchina privata con autista in sostituzione del taxi. Il servizio permette di essere portati a destinazione con una macchina privata, in modo “Migliore, più veloce e più economico di un taxi”, recita il sito dell’applicazione. Accattivante la semplicità dell’applicazione, ecco come funziona Uber: la ricerca della macchina disponibile avviene tramite smartphone, si sceglie la macchina tra quelle disponibili più vicine, si concorda il prezzo, il pagamento con carta di credito avviene via Internet.

Secondo i tassisti milanesi e non solo -la polemica riguarda Milano e Roma dove Uber è attiva da marzo, e anche la concorrenza degli altri servizi di NCC– il servizio

offerto da Uber in Italia sarebbe illegale e l’applicazione starebbe danneggiando la categoria.

Il nocciolo della questione, secondo i tassisti milanesi, è che Uber consente alle auto del servizio di noleggio con conducente di essere sempre pronte e all’erta nelle strade della città, mentre questo non dovrebbe essere permesso ai servizi di trasporto pubblico non di linea che non siano taxi.

L’assessore Maran, esponendo il suo parere sulla protesta dei tassisti, ha sottolineato che la questione “Uber”, applicazione creata in America e finanziata anche da Google, “È un problema internazionale“.

Fino ad ora la risposta di Uber alle polemiche e alle accuse dei sindacati dei tassisti è stata “Siamo perfettamente legali“.