SYDNEY (AUSTRALIA) – Dopo 17 lunghe e interminabili ore di attesa e trattative, un gruppo speciale di polizia e’ entrato nella caffetteria Lindt del centro di Sydney dove un uomo teneva sequestrate una non certa quantita’ di persone. Tra le 40 e le 50 persone. L’uomo e’ stato identificato con il nome di Man Maron Monis, un rifugiato iraniano di circa 50 anni. La polizia ha deciso di entrare con una irruzione. Si sono sentiti colpi e poi, sempre in diretta tv grazie al collegamento di media locali con YouTube e televisioni, si sono visti gli ostaggi che uscivano tra lacrime e spavento.

Il sequestratore e’ stato colpito a morte, ci sarebbero anche alcuni feriti. Tra le prime notizie che vengono trapelate ci sarebbero in totali due morti e tre feriti. Adesso la polizia sta intervenendo con un robot specializzato per disinnescare gli ordigni esplosivi all’interno del locale.

Un gruppo di oltre 40 organizzazioni musulmane attive in Australia ha condannato il sequestro di decine di persone in un caffè di Sydney, da parte di un presunto sostenitore dell’Isis. L’uomo sembra aver agito per volonta’ personale. Era stato accusato di essere complice dell’assassinio della ex moglie.