Strage Las Vegas: cosa deciderà adesso Donald Trump?

STRAGE LAS VEGAS – Il 1° ottobre 2017 verrà ricordato come il giorno del più grande massacro con armi da fuoco nella storia degli Stati Uniti. Sappiamo che durante un concerto di musica country a Las Vegas, di fronte al Mandalay Bay Casino, Stephen Paddock, un uomo di 64 anni, ha aperto il fuoco sulla folla presente verso le dieci e dieci di domenica sera negli Stati Uniti, orario del Nevada, ossia quando in Italia erano le 7:10 del mattino di lunedì 2 ottobre.

Il numero delle vittime della strage di Las Vegas aumenta di ora in ora

Numeri che stanno facendo diventare la sparatoria di Las Vegas la peggiore della storia. Più grande anche di quella del 2016 in un locale gay di Orlando, quando i morti furono 49. Al momento il bilancio parla di 50 morti e oltre 400 feriti. Essendo un concerto moltissima gente era dotata di cellulari con fotocamere e hanno filmato e fotografato i momenti di terrore, quando il pazzo, sembra dal 32° piano dell’hotel, ha iniziato a scaricare le sue armi da fuoco sulla folla riunita di sotto.

Video e fotografie dell’attacco a Las Vegas

Video e fotografie dell’attacco a Las Vegas sono immediatamente diventate virali su Twitter Facebook e Instagram. Anche il momento esatto dell’inizio degli spari è stato filmato e il video è stato pubblicato dalle più grandi testate giornalistiche del mondo: mentre lo show musicale era in corso, iniziano gli spari, e dopo una manciata di secondi, anche il cantante si da alla fuga dietro il palco, mentre tra il pubblico la gente inizia a cadere morta sulla strada mentre altri si danno alla fuga.

Un velo di tristezza è calato in tutto il mondo. Una notizia che speriamo non provochi la reazione contraria di aumentare la vendita di armi da fuoco con la scusa di aumentare l’auto-protezione. Il primo commento del presidente Donald Trump su Twitter è stato: “Una sparatoria terribile. Le mie più calde condoglianze e vicinanza alle famiglie delle vittime”. Siamo convinti, purtroppo, che Trump avrà modo di distinguirsi ancora una volta, quando le acque si saranno calmate e dopo i primi dati dei sondaggi segreti che la sua amministrazione raccoglierà per direzionare le sue parole.