CANI RANDAGI A SOCHI – Trattati come “spazzatura biologica”, destinati allo sterminio per mano di una società specializzata nella cattura e la soppressione dei cani randagi, che le autorità locali hanno incaricato e che è stata invitata ad un’intensificazione dell’attività di eliminazione in previsione dell’apertura dei Giochi delle Olimpiadi invernali.

Il responsabile dell’azienda, Alexei Sorokin, intervistato da ABC News, spiega l’importanza del suo lavoro: mettere in sicurezza la città russa, liberandola dalle orde di cani randagi che rappresentano un pericolo per tutti. Sorokin anche mostrato un chiaro disprezzo per i randagi: “Chiamiamo le cose con il loro vero nome. Questi cani sono spazzatura biologica“. Sorokin vede il suo lavoro come una sorta di missione: rendere un servizio pubblico per restituire alle persone il diritto di camminare per le strade senza timore di essere attaccati da branchi di cani, ed vitare anche “un’epidemia di rabbia“. La sua azienda è la più grande nel suo genere in Russia, ma la pratica della caccia ai cani randagi è diventata comune in tutto il paese e le ziende incaricate prolificano.

Durante i Giochi di Sochi turisti e atleti non saranno costretti a difendersi dai cani randagi, l’immagine della città di Sochi sarà libera dalla piaga del randagismo.


Gli animali domestici, abbandonati o smarriti, saranno eliminati. Come? Sorokin non ha fornito dettagli sui metodi di eliminazione, la sua responsabilità è di far sparire i cani randagi dalle strade di Sochi e ha solo dichiarato che di fronte al problema dei cani randagi è stato autorizzato dalle autorità ad usare trappole e veleno. Purtroppo la soppressione dei randagi è una pratica comune per le autorità russe, che ripara i danni della mancate campagne di sterilizzazione.

I precedenti di Ucraina e Polonia per gli Europei di calcio del 2012, che hanno sollevato dure critiche e proteste a livello internazionale, si ripetono ora in Russia nel 2014, scatenando di nuovo le ire degli animalisti, che però non modificano la determinazione dei funzionari di Sochi nel progetto di sterminio dei cani randagi.

La stessa ABC ha tentato di contattare il sindaco della città di Sochi, ma pare che l’ufficio del sindaco non abbia risposto alle chiamate di ABC News.