Contro il fumo arriva il vaccino che intercetta la nicotina nel sangue per interrompere  la dipendenza da fumo non permettendo l’arrivo della nicotina al cervello.

È stato paragonato al videogioco Pacman, il vaccino che fa generare nell’organismo gli anticorpi in grado di intercettare e aggregarsi alle molecole di nicotina direttamente nel sistema circolatorio, e prima che la nicotina raggiunga il cervello. La dimensione della molecola finale impedisce alla nicotina di superare il filtro del cervello, che lo protegge dalle sostanze estranee, quindi di legarsi ai recettori del piacere ed instaurare la dipendenza che rende così difficile lo smettre di fumare anche in presenza di una vera determinazione ad uscire dalla schiavitù della sigaretta.

Nel fumare una sigaretta, non si proverà quindi più alcun piacere.

La spiegazione del funzionamento del nuovo metodo-vaccino per smettere di fumare o per non cominciare mai, è in una sorta di immunizzazione contro la nicotina, e viene dal genetista della Cornell University di New York, Ronald Crystal. Il professore precisa che il rimedio anti tabagismo è ancora in fase di sperimentazione. Attualmente se ne sta verificando l’efficienza sui topi e in seguito si passerà alla sperimentazione sugli esseri umani.

Solo dopo che si sarà accertata l’assenza di effetti collaterali importanti, sarà reso disponibile in farmacia.

Attualmente, sostanze con effetto simile e già disponibili sul mercato sono la vareniclina e l’antidepressivo bupropione, ma il loro effetto è blando, limitato nel tempo e non privo di ingenti effetti collaterali.

Il nuovo vaccino contro il fumo è stato sviluppato anche grazie all’ingegneria genetica, che ha permesso di rendere un virus capace di incitare il fegato a produrre gli anticorpi anti-nicotina. Proprio le problematiche legate alla sicurezza della terapia genica nell’uomo avranno bisogno di una risposta. Inoltre, se un tale vaccino fosse veramente messo a punto, potrebbe anche sollevare questioni etiche circa la vaccinazione nell’infanzia, cioè decidere per una totale protezione dal fumo prima ancora che per l’individuo si presenti l’occasione di iniziare a fumare.

I dettagli sono stati pubblicati, in lingua inglese, sulla rivista Science Translational Medicine.