SARA TOMMASI – Il film anzi, “i” film, li avrebbe interpretati suo malgrado. Costretta a prendere parte alle scene, denuncia i fatti sul settimanale “Chi” e alla magistratura, nella speranza di ottenere giustizia.

La Giustizia italiana si occuperà del caso di Sara Tommasi che, appare sempre più evidente, non è una ragazza senza scrupoli, ma la vittima di chi scaltramente l’ha resa succube dei propri loschi giochi.

Sara ha deciso di prendere in mano la sua vita, con la disintossicazione e la riabilitazione, poi affidandosi alla legge.

Siamo lontani dall’atteggiamento della precedente denucia fatta nei confronti di non ben precisati persecutori attraverso le pagine della rivista “Diva e Donna“. Allora, era il 2011, Sara Tommasi parlò di un microchip impiantatole nel corpo, oltre che della somministrazione forzata di sostanze stupefacenti.

Ma ora ecco  Sara Tommasi nell’intervista su “Chi”: “Mi sono fidata di quelli che mi dicevano che sarebbe stato un bel lancio pubblicitario e che mi sarei divertita. Io in quel periodo ero fuori di me. Sul set mi avevano dato degli stupefacenti, non mi rendevo conto di quello che stavo facendo. (…) ‘Se non bevi tutto fino alla fine, ti facciamo bere l’acido muriatico’, mi urlavano”. E ancora: “Sono anche svenuta un sacco di volte. E ogni volta bisognava ricominciare. Ricordo la violenza, il dolore fisico, la nausea che a un certo punto mi ha preso.

Alcune scene le ho girate senza nemmeno essere cosciente”.

Sicuramente quanto afferma ora su “Chi”, Sara Tommasi sarà verificabile anche attraverso la visione delle scene dei film incriminati. Il suo stato di parziale incoscenza, la mancanza di partecipazione, lo sfruttamento del suo stato di subordinazione, dovrebbero essere evidenti nel suo primo film, “La mia prima volta”, e nel secondo che Alfonso Luigi Marra, avvocato ma anche ex compagno di Sara Tommasi ha fatto ritirare. Spuntano intanto anche le voci riguardo a un terzo film, girato in Florida, simile ai primi due, e anche per questo Sara Tommasi spera in un intervento della Giustizia italiana. La procura di Salerno pare abbia individuato ben tre ipotesi di reato basandosi sul racconto dei fatti delle ragazza: sequestro di persona, somministrazione di sostanze, violenza sessuale.

E ora, passata la febbere per il denaro, concausa del tragico periodo da cui Sara Tommasi pare uscita, Sara sogna un futuro pulito. La giustizia, un lavoro onesto, un uomo che la ami, dei figli, degli amici veri. Con un maglioncino nero e senza trucco né parrucca: la vera Sara Tommasi.