JANSSEN – Compagnia farmaceutica della Johnson & Johnson, società multinazionale americana, ha accettato di dichiararsi colpevole e pagare 2,2 miliardi dollari nel caso che vede l’azienda accusata di aver illegalmente promosso l’uso del suo farmaco antipsicotico Risperdal, conosciuto in Italia con il nome “Risperidone”, anche per patologie per le quali l’uso non era inizialmente approvato, per bambini e anziani.

La news è apparsa sui principali quotidiani americani.

Le accuse, secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, comprendono ricompense ai ai medici per prescrizioni del Risperdal anche per usi non previsti, e tangenti ad una associazione di farmacie che serve case di cura americane in cui sono ricoverati pazienti anziani affetti da demenza.

Janssen Pharmaceuticals Inc. è la filiale della J&J principalmente coinvolta nel caso perché produttrice dei farmaci antipsicotici di seconda generazione Risperdal e Invega, ma altri farmaci e altre società affiliate alla J&J sono coinvolte nel caso.

La conclusione di questa vicenda arriva quasi 10 anni dopo che gli investigatori federali avevano emesso un mandato di comparizione per i rappresentanti della J&J sul tema del Risperdal e della sua promozione illecita ai danni dello Stato e del sistema sanitario nazionale americano.

Risperdal e Invega sono stati approvati nelle terapie per i pazienti affetti da schizofrenia. Tuttavia, i farmaci vennero poi promossi per la cura di altre patologie, al fine di aumentare le vendite.

2,2 miliardi di dollari rappresenterebbero la terza più grande penale pagata da una società farmaceutica per risolvere le accuse di commercializzazione illegale. L’anno scorso la Glaxo Smith Kline ha accettato di dichiararsi colpevole per la commercializzazione illegale di farmaci e per la mancata informazione sulla sicurezza di un suo farmaco per il diabete, pagando 3 miliardi di dollari.