Rischio salmonella latte in polvere per bebè della francese Lactalis | Ritiro Alimenti Salute News

Aggiornamento news. Il ministero della Salute ha precisato: “alla data odierna le Autorità francesi non hanno comunicato l’esistenza di lotti spediti verso il nostro Paese […] Avviati, a titolo precauzionale, interlocuzioni con la Commissione europea e con le Autorità francesi, per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati”.

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Lo scorso 2 giugno, in anteprima nazionale, lo “Sportello dei Diritti” segnalò un potenziale scandalo che riguardava il latte in polvere artificiale per neonati e che avrebbe potuto coinvolgere uno dei gruppi leader mondiali dell’alimentazione infantile. Man mano che la vicenda montava sulle cronache europee, abbiamo avuto la conferma di quanto tempestivamente denunciato, mentre come accade di sovente le autorità sanitarie nazionali rimanevano per mesi in silenzio.

Oggi è notizia mondiale che la stessa Lactalis abbia ammesso l’enormità della vicenda ritirando dal commercio 12 milioni di scatole di latte in polvere per bebè in 83 Paesi a causa del rischio salmonella.

Il ceo dell’azienda, Emmanuel Besnier, ha assicurato che «tutte le famiglie che hanno subito un danno» riceveranno un risarcimento. In Francia sono stati confermati 35 casi di bambini colpiti dalla salmonellosi dopo aver bevuto del latte prodotto nella fabbrica di Craon.

Un caso è inoltre emerso in Spagna e uno in Grecia. Si tratta di bebè di meno di sei mesi. L’amministratore delegato del colosso francese, ha evidenziato «l’ampiezza» dell’operazione attivata da Lactalis: ritirare tutte le confezioni prodotte a Craon. La scoperta a dicembre di alcuni casi di salmonellosi. E’ ormai uno scandalo sanitario quello del latte per neonati contaminato prodotto dal gigante Lactalis, che controlla anche l’italiana Parmalat, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”.

I prodotti di Lactalis a rischio interessati dal ritiro dalla vendita sono stati esportati anche all’estero in diversi Paesi, dal Marocco a Taiwan. Nel mirino anche Carrefour, Leclerc, Auchan che avrebbero lasciato i prodotti rimasti su molti scaffali dei supermercati. Alla luce delle nuove conferme, lo “Sportello dei Diritti” si prepara pertanto a dare battaglia legale ove ricevessimo segnalazioni da parte di cittadini su possibili casi di infezione su neonati e bambini in Italia.