OPERE DI PITTORI FAMOSI BRUCIATE – Quadri di Picasso, di Monet, di Matisse e Gaugin, di Lucian Freud e Meyer de Haan. 7 dipinti refurtiva di un furto di opere d’arte avvenuto ad ottobre del 2012 nel museo Kunsthal di Rotterdam.

Sei romeni sono stati accusati di coinvolgimento in quello che era il più grande furto d’arte nei Paesi Bassi da quando scomparirono 20 opere dal Museo Van Gogh di Amsterdam nel 1991.

Ad aver distrutto bruciandole le tele degli artisti una donna di nazionalità rumena, Olga Dogaru, madre di uno dei rapinatori, che per sua iniziativa o suggerimento degli stessi ladri avrebbe tentato di distruggere le prove del reato. “Ho messo la valigia contenente i dipinti nella stufa. Ho messo alcuni tronchi, pantofole e scarpe di gomma e ho aspettato fino a quando si erano completamente bruciati“, ha dichiarato la signora rumena alle agenzie di stampa.

Specialisti di medicina legale hanno trovato frammenti di tela e pittura, nonché alcuni chiodi di rame e acciaio riconducibili al 20° secolo in una stufa della signora Dogaru. Lo ha riferito il direttore del Museo Nazionale di Storia della Romania, Ernest Oberlander-Tarnoveanu, alla agenzia di stampa Associated Press.

Si sta cercando da marzo scorso di stabilire se i resti individuati appartengano veramente alle opere oggetto della rapina.

Le opere rubate e forse distrutte hanno titoli di fama mondiale: “Testa di Arlecchino” di Pablo Picasso (1971), “Il ponte di Waterloo” (1901) e “Il ponte di Charing Cross” (1901) di Claude Monet, “La lettrice in bianco e giallo” (1919) di Henri Matisse, “Ragazza di fronte alla finestra aperta” (1898) di Paul Gauguin, “Autoritratto” (1890 circa) di Meye de Haan, “Donna con gli occhi chiusi” (2002) di Lucien Freud. Il valore delle opere d’arte rubate si aggira sui 100 milioni di euro. Ma al di là del valore economico, lo stesso Oberlander-Tarnoveanu ha dichiarato che se venisse appurato questo tragico fatto, si tratterebbe di “un crimine contro l’umanità”.