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Questo lunedì è iniziato in Spagna il processo contro Neymar per una presunta frode commessa nel 2013, durante il suo trasferimento dal club del Santos al Barcellona. Se ritenuto colpevole, la stella brasiliana del calcio rischia fino a cinque anni di carcere.

Oltre al giocatore, tra gli altri accusati di corruzione, concussione e frode fiscale, ci sono i suoi genitori, i due club, gli ex presidenti del Barcellona Josep Bartomeu e Sandro Rosell, nonché l’ex presidente del Santos Odilio Rodrigues.

Nella prima giornata di udienze, hanno testimoniato anche Javier Faus, ex direttore del club spagnolo nel 2013, e Andoni Zubizarreta, ex direttore sportivo; mentre Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, farà lo stesso domani. Da parte sua, il calciatore dovrebbe testimoniare all’udienza di Barcellona venerdì prossimo, 21 ottobre.

Ragioni del processo

Il caso risale a una denuncia della società di investimento brasiliana DIS, che possedeva il 40% dei diritti di Neymar quando giocava per il Santos. L’impresa sostiene di non aver ricevuto la parte che le corrispondeva per la cessione in quanto il valore reale dell’operazione era stato sottovalutato.

Ufficialmente, il Barcellona ha valutato l’acquisto di Neymar in 57,1 milioni di euro: 40 milioni per la famiglia dell’atleta e 17,1 da dividere tra la squadra brasiliana e il gruppo DIS. Tuttavia, la giustizia spagnola ha stimato che la somma finale dell’accordo è di almeno 80 milioni di euro.

Pene fino a 5 anni di reclusione

La Procura ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per Neymar e cinque anni per Rosell, allora presidente del club, e una multa di 10 milioni di euro, pari a quella richiesta al padre del calciatore.

Dal canto suo, il gruppo Dis chiede, nei confronti dell’attaccante e dei suoi genitori, una condanna a cinque anni di reclusione e una multa di 159 milioni, oltre alla squalifica rispettivamente da giocatore professionista e come rappresentante di atleti.