Problemi alla vista: quale ruolo gioca oggi la Chirurgia Refrattiva?

I problemi alla vista possono essere un vero e proprio ostacolo al conseguimento di una vita sana e appagante.

Difetti di rifrazione come miopia, ipermetropia e astigmatismo agiscono su uno dei sensi più importanti per l’essere umano, ostacolando la percezione del mondo esterno e compromettendo gli aspetti psicologici, professionali e privati. Un intervento di chirurgia refrattiva, però, può aiutare a correggere i difetti visivi e restituire agli individui una perfetta qualità della vita.

Chirurgia refrattiva: la risposta definitiva ai deficit visivi

La chirurgia refrattiva è una risposta che può considerarsi definitiva nel recupero delle capacità visive.

Il merito va a tecnologie laser di ultima generazione sofisticate, sicure e performanti che permettono al chirurgo di intervenire direttamente alla fonte del problema – la curvatura della cornea – e rimodellarla per assicurare una messa a fuoco ottimale.

La chirurgia refrattiva, naturalmente, prevede diversi interventi, tutti personalizzabili in base al disturbo del paziente e all’entità del difetto visivo. Per capire le differenze al variare delle diverse problematiche, scopri il sito appiotti.com, il portale ufficiale nel noto medico chirurgo, Angelo Appiotti, oggi tra i professionisti più importanti nel campo della chirurgia refrattiva, nonché massimo esperto, in Italia, nell’esecuzione dell’innovativa tecnica ReLEx Smile.

I principali interventi di chirurgia refrattiva

La ReLEx Smile è una tecnica di terza generazione, formulata per la correzione dell’astigmatismo miopico, che testimonia la qualità dei progressi effettuati dalla chirurgia refrattiva nel corso degli ultimi anni.

A dispetto dei classici interventi, infatti, permette di intervenire con un unico laser – il laser a femtosecondi – e in un unico step, in cui è prevista una piccolissima incisione della superficie corneale, da cui viene estratto il lenticolo stromale rifrattivo scolpito a correzione del difetto.

L’assenza del flap, questo il nome del taglio a carico della cornea, fa sì che l’integrità biomeccanica delle fibre nervose corneali si mantenga inalterata, riducendo sensibilmente la possibilità che possano insorgere danni funzionali nel post intervento. Senza contare che consente di intervenire anche su cornee piatte o sottili o su pazienti che presentino difetti rifrattivi elevati.

Tra le tecniche laser più innovative, c’è poi la FemtoLASIK, una procedura di seconda generazione, all’avanguardia per la correzione di astigmatismo, miopia e ipermetropia, che richiede l’uso combinato di Femtolaser e laser a eccimeri, rispettivamente per la creazione del flap e per il rimodellamento della cornea.

A renderla una metodologia oggi all’avanguardia, la possibilità di creare il taglio senza contatto e senza ricorrere all’utilizzo di dispositivi meccanici, come invece accadeva in passato con le metodologie di vecchia generazione.

Per tutti quei pazienti che non possono essere invece candidati ad altre procedure laser più recenti, una valida alternativa è quella offerta dalla PRK, una tecnica laser di prima generazione che prevede il modellamento della cornea, tramite laser a eccimeri dopo l’esportazione dell’epitelio superficiale.

Chirurgia refrattiva: i vantaggi post operatori per il paziente

Alla luce di tutte queste metodologie, si può affermare che la chirurgia refrattiva oggi rappresenti una soluzione ottimale per chiunque voglia correggere i principali difetti rarefattivi in modo semplice e senza disagi. Gli interventi, infatti, sono sempre mini-invasivi e non prevedono alcun dolore intra e post operatorio, assicurando fastidi estremamente ridotti anche nella fase di convalescenza.

Inoltre, grazie alle micro incisioni di precisione garantire dalle tecnologie laser, gli interventi di chirurga refrattiva prevedono tempi di guarigione estremamente rapidi: la tecnica FemtoLASIK, ad esempio, assicura un recupero ottimale dell’acuita visiva già distanza di 12-24 ore, così come la tecnica ReLEx Smile, che permette al paziente di tornare alle sue normali attività, senza alcun limite di sorta, anche a distanza di un giorno dall’operazione.

Con un intervento di chirurgia refrattiva, in aggiunta, il rischio di incorrere in un’infezione post operatoria è estremamente ridotto, così come gli episodi di secchezza oculare, limitati a poche settimane, per quanto riguarda la procedura FemtoLASIK, e azzerati quasi del tutto con la tecnica ReLEx Smile.

Le tecnologie adoperate permettono, infine, di minimizzare l’insorgenza di complicanze post intervento, anche se in questo caso, è bene sottolinearlo, a fare la differenza è anche l’esperienza del medico: il chirurgo refrattivo, infatti, oltre a effettuare controlli pre-operatori approfonditi sui pazienti, deve possedere un’elevata manualità e un numero congruo di operazioni già effettuate, che garantiscano una certa abilità nell’esecuzione dell’intervento e nella gestione delle tecnologie laser.