DAL GIAPPONE ALL’AMERICA – È stato soprannominato “pesce tsunami“, l’esemplare di oplegnathus fasciatus nativo del Giappone e trovato vivo in America, in una barca arenata sulla costa di Long Beach nel sud-ovest di Washington, dopo aver attraversato l’Oceano Pacifico a seguito dello tsunami del marzo 2011.

Specialisti di specie invasive hanno trovato anche una serie di altre specie giapponesi di anemoni e cetrioli di mare, capesante, crostacei e vermi sopravvissuti in quella sorta di acquario fortuito che si era venuto a creare all’interno della barca giapponese alla deriva da due anni. Gli esperti valutano che il pesce possa essere sopravvissuto nutrendosi proprio di altre creature marine presenti nella barca.

Fatta eccezione proprio per il grazioso pesciolino a strisce bianche e nere che potete vedere nel video a fine articolo e che il Seaside Aquarium dell’Oregon ha accettato di tenere in quarantena, e in mostra, il resto delle creature marine sono state sacrificate per ridurre al minimo il rischio di introdurre specie invasive

nell’ecosistema.

I biologi marini confermano che si tratta del primo vertebrato trovato vivo tra i detriti dello tsunami del Giappone. Ma questo ritrovamento suggerisce che potrebbero esserci altri pesci o organismi viventi riparati all’interno di resti di barche, magari non affiorati in superficie. Una questione preoccupante per i biologi.

Le altre creature marine trovate sull’imbarcazione, che porta il nome “Saisho-Maru“, sono state soppresse con l’eutanasia. Appartenenti ad almeno 30 specie diverse, i resti sono stati conservati e inviati agli scienziati di tutto il paese per le analisi. La barca è stata rimossa dalla spiaggia.

http://www.youtube.com/watch?v=kz3cre9Jg78