PENA DI MORTE OGGI – Una carenza di sostanze chimiche necessarie per l’iniezione letale ha contribuito alla diminuzione dell’applicazione della pena capitale negli Stati Uniti. Secondo un rapporto rilasciato il 19 dicembre 2013, sono state effettuate solo 39 esecuzioni durante l’anno. L’utore del rapporto è Richard Dieter, direttore esecutivo del Death Penalty Information Center.

Si tratta della seconda volta negli ultimi due decenni in cui il numero di detenuti giustiziati in America scende sotto i 40. Si è verificata una riduzione del 10% rispetto allo scorso anno.

Gli Stati Uniti e il Giappone sono gli unici paesi industrializzati, liberi e democratici, che applicano ancora la pena di morte.

Mentre il numero annuo di esecuzioni e condanne a morte continua a scendere a livello nazionale in generale, la pena capitale rimane una forma giuridicamente e socialmente accettabile di giustizia per omicidio aggravato in 32 stati.

Nel 2013 però solo 9 di questi stati hanno di fatto applicato la pena capitale, e due di essi, il Texas con 16 esecuzioni e la Florida con 7, rappresentano quasi il 60% del totale delle esecuzioni.

Il Texas è tra gli stati in cui la pena di morte è in vigore che si è attivato per mettere a punto nuovi protocolli per l’iniezione letale, dopo che i produttori dei farmaci necessari, con sede in Europa, hanno vietato alle prigioni degli Stati Uniti di usare i loro farmaci nelle esecuzioni. Tra questi la compagnia farmaceutica internazionale con sede in Danimarca, Lundbeck, che produce il pentobarbital, il farmaco più comunemente usato, da solo o in combinazione con altri, per le esecuzioni.

L’Unione europea ha minacciato di limitare l’esportazione del farmaco, ampiamente utilizzato anche per altri scopi, se il Texas avesse continuato ad usarlo. Ma nelle prime due settimane di dicembre due detenuti sono stati giustiziati proprio con il pentobarbital, secondo quanto riportato da Richard Dieter e pubblicato dalla CNN.

Con i casi di pena di morte in diminuzione e i recenti sondaggi che mostrano un corrispondente calo del sostegno della popolazione al metodo punitivo, alcuni analisti di giustizia ed etica suggeriscono che la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America debba rivedere la questione e la costituzionalità della pena di morte, che nel 21° secolo rappresenta nel mondo una inusuale e crudele procedura. A tutt’ora però non vi è alcun segno che sia in progetto una revisione giuridica e sociale da parte del più alto organo della giustizia Americana.

Sul tema della pena di morte, il 19 e 20 dicembre 2013 si terrà il Quinto Congresso di Nessuno tocchi Caino, nel carcere di Padova.