Paradise Papers, coinvolti anche Madonna e Bono degli U2

Il cantante degli U2 Bono Vox, l’artista statunitense Madonna e la Regina Elisabetta II d’Inghilterra, sono solo alcuni dei personaggi famosi (127 nel totale) che sono vincolati alla più recente e scandalosa investigazione giornalistica internazionale, basata sulla filtrazione di documenti meglio conosciuta con il nime di “Paradise Papers“.

La notizia e il lavoro è stato diffuso ai media internazionali domenica attraverso il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ). Ha portato alla luce un gran numero di reti mondiali sorte con lo scopo di ottenere benefici fiscali evadendo le imposte nei cosiddetti “paradisi fiscali“.

L’organizzazione raggruppa 96 media di comunicazione in 67 paesi. Per questo importante lavoro si è basata nella filtrazione di 13,5 milioni di documenti finanziari compresi tra il 1950 e il 2016. Questi documenti provengono basicamente dallo Studio Appleby, un gruppo internazionale di avvocati con base nelle Bermuda, e sono stati ottenuti dal giornale tedesco “Süddeutsche Zeitung”.

Secondo i media che hanno collaborato alla ricerca, si suppone che questa sia la più grande filtrazione di documenti di paradisi fiscali della storia e ha un’importanza ancora più grande del già famoso caso “Panama Papers” , cue sono usciti alla luce nell’aprile del 2016.

Ancora una volta i regimi offshore nei paradisi fiscali attirano l’attenzione, e anche se non sono illegali, vengono anche usati per evadere le tasse e il fisco dei rispettivi paesi dove in realtà questi ingressi dovrebbero essere registrati.

Questi sono alcuni dei personaggi famosi legati a questa indagine:

La Regina Elisabetta II d’Inghilterra

Nel Regno Unito, circa 10 milioni di sterline della regina sono stati collocati in fondi nelle Isole Cayman e Bermuda. I fondi sono stati generati attraverso il ducato di Lancaster, dominio privato della regina e fonte del suo reddito. “Tutti i nostri investimenti sono soggetti a verifiche e sono legittime”, ha dichiarato ad AFP una portavoce del Ducato di Lancaster. Secondo il portavoce, gli investimenti in fondi all’estero rappresentano solo lo 0,3% del valore totale del ducato. Il leader dell’opposizione britannica Labour Jeremy Corbyn ha denunciato su Twitter che c’è “una regola per il super ricco e una per gli altri quando si tratta di pagare le tasse”.

Il magnate canadese Stephen Bronfman

Il magnate canadese Stephen Bronfman ha collocato assieme al suo padrino Leo Kolber, circa 60 milioni di dollari in una compagnia offshore nelle Isole Cayman, secondo Toronto Star. Questo amico del primo ministro Justin Trudeau e responsabile della campagna finanziaria del partito canadese liberale di governo durante le elezioni del 2015, potrebbe rappresentare un onere per il capo del governo, eletto grazie alle sue promesse di riduzione delle disuguaglianze e della giustizia fiscale.

Secondo i Paradise Papers, nel 1991, Leo Kolber, quando era senatore e responsabile del comitato bancario del Senato, ha istituito un noto paradiso fiscale nelle Isole Cayman, un fondo a favore dei suoi figli, Jonathan e Lynne, con decine di milioni di dollari. Il fondo è stato utilizzato sia per mantenere l’elevato standard di vita di Kolber che per aiutare la famiglia Bronfman a espandere il proprio impero economico in Israele. In cambio, la famiglia Bronfman pagò 34 milioni di dollari al fondo Kolber delle Isole Cayman.

In una dichiarazione inviata alla CBC e alla Toronto Star, l’avvocato di Bronfman e Kolber, William Brock, ha osservato che “i miei clienti hanno sempre agito in maniera adeguata ed etica, compreso il pieno rispetto di tutte le leggi e dei requisiti

applicabili”. Ma secondo la filtrazione, molte decisioni del Fondo Kolber sono state prese in Canada, fatto che violerebbe la legge e costringere il pagamento delle tasse in Canada, cosa che non è avvenuta.

Il cantante degli U2 Bono Vox

Paul Hewson, cantante del gruppo irlandese U2, è stato un investitore “passivo” in società presumibilmente stabilite in un paradiso fiscale per acquisire due progetti immobiliari in Lituania e in Germania, ha riferito The Irish Times lunedì. Un portavoce dell’artista ha confermato a quel mezzo che Bono ha acquistato porzioni di in un centro commerciale lituano e in un complesso di uffici in Germania grazie alle operazioni svolte dalla società Nude Estates Malta, con sede a Malta.

Il portavoce ha detto che Bono era un “investitore di minoranza” e “passivo” in Nude Estates, registrato “legalmente” a Malta nel 2006 e “sciolto volontariamente nel 2015”. Le attività del centro commerciale di Utena sono ora di proprietà di Nude Estates 1, società con sede nell’isola britannica di Guernsey, nota per la sua bassa tassazione, mentre la nuova Nude Estates Ltd, registrata anch’essa in quel territorio del Regno Unito, possiede l’edificio a Duisburg.

Le finanze di Bono e degli U2 sono da anni oggetto di grande controversia in Irlanda, soprattutto quando il frontman del quartetto di Dublino promuove cause in tutto il mondo per sradicare la povertà o combattere l’AIDS in Africa.

Madonna

Nell’elenco anche la cantante americana Madonna, che è azionista di una “compagnia di forniture mediche nelle Bermuda”, azienda registrata nel 1997 e sciolta nel 2013.

Wilbur Ross

Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump dal 2017, ha avuto partecipazioni in una impresa di trasporto marittimo che ha vincoli stretti con un oligarca russo sanzionato dagli Usa e con un nipote del presidente Vladimir Putin, secondo quanto riporta il New York Times.

 

Nei Paradise Papers appare anche il presidente della Colombia Juan Manuel Santos.

Lo Studio Appleby

Lo Studio Appleby, la fonte involontaria dei cosiddetti “Paradise Papers” (13,4 milioni di file su conti detenuti da potenti del mondo come la regina Elisabetta II, il ministro del Commercio Usa, Wilbur Ross, la regina di Giordania Rania, solo per citare qualcuno dei 127 clienti), impiega una squadra di 470 legali, tra cui 60 soci, in 10 uffici in tutto il mondo. Sul sito (www.applebyglobal.com) si legge “siamo uno dei più importanti studi legali nell’off-shore”. Il suo lavoro è da “125 anni consigliare società pubbliche e private, istituzioni finanziarie e individui con grandi patrimoni”. La sede è alle Bermuda – territorio d’oltremare britannico – e alle isole Mauritius.