CAMPAGNA ELETTORALE 2013 E TELEVISIONE – L’Agicom, dopo l’analisi delle prime due settimane di campagna elettorale per le elezioni politiche 2013, ha richiamato le emittenti televisive in quanto è stata rilevata “l’esistenza di diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali diffusi da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia“. Necessario riequilibrare la presenza delle forze politiche nei telegiornali, soprattutto alla luce del fatto che, sottolinea l’Agicom, “lo scorso 29 dicembre è entrato in vigore il regolamento dell’Autorità per le emittenti private e che dal 6 gennaio decorre quello approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza riferito alla Rai“.

Al fine di garantire un’appropriata visibilità a tutti i partiti e ai movimenti politici, come previsto dalla par condicio, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha preso in esame durante le prime due settimane di campagna elettorale, cioè nelle date 4-30 dicembre e 31 dicembre-6 gennaio, le reti: Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia.

Dall’analisi pare evidente che Mario Monti è sovraesposto, mentre i piccoli gruppi sono penalizzati. La competizione per la visibilità in TV vede comunque in prima linea Monti, Berlusconi e Bersani.

In particolare, rileva l’Agicom: “si rileva una sottopresenza del PD rispetto al PDL” nei TG della Rai, in quelli del gruppo Mediaset e Telecom Italia media.

una sovraesposizione del presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico” nei TG Rai, Telecom Italia Media e Sky Italia.

una sottopresenza dell’UDC” nei TG Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia.

una sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l’Italia e Lega Nord-Padania” nei TG Rai e in quelli di Telecom Italia Media.

una sovraesposizione di Futuro e Libertà per l’Italia e una sottopresenza di Italia dei Valori” nei TG del gruppo Mediaset.

I programmi di informazione presi in considerazione dall’Agicom sono stati: il Tg 1 e Tg3Tg4, Tg5 e Studio ApertoTg La7 e La7 D, MTV FlashSky Tg 24 e la testata Cielo.

l’Agcom “ritiene che lo squilibrio rilevato nella fase di avvio della campagna elettorale – con alcune evidenti punte di criticità particolarmente accentuate nelle edizioni principali dei TG – richiede una netta inversione di tendenza, anche alla luce della piena operatività dei provvedimenti attuativi in materia di par condicio“.