Paolo Villaggio: l'ultimo saluto ai funerali di Roma

L’Italia ha salutato ieri Paolo Villaggio, in Campidoglio (Roma) dove era stata allestita la camera ardente. A rendere omaggio all’attore anche il ministro Franceschini e Beppe Grillo. Centinaia di persone in fila per dare l’ultimo saluto a Paolo Villaggio. La salma dell’attore, scomparso lunedì all’età di 84 anni, è arrivata ieri mattina in Campidoglio dove, all’interno della sala della Protomoteca è stata allestita la camera ardente (foto), aperta fino alle 16:30. La cerimonia di commemorazione con amici e familiari si è tenuta alle 18:30 al Teatro Ettore Scola della Casa del Cinema, dove alle 21 è stato proiettato anche il film ‘Fantozzi’ di Luciano Salce, preceduto da una testimonianza filmata di Paolo Villaggio.

Il figlio di Paolo Villaggio: “Sarebbe felicissimo”

Ad accogliere il feretro al suo arrivo la famiglia del comico, il vicesindaco della Capitale, Luca Bergamo e molti ammiratori. Uno dei quali ha lasciato sulla bara un messaggio che recita: “Lassù non pioverà più” (guarda la fotografia). “Ha portato in TV la storia di tanti italiani“, ha detto mentre rendeva omaggio all’attore.

Davanti al feretro anche il cuscino di rose bianche della famiglia. “Sarebbe felicissimo dell’addio in Campidoglio e soprattutto della presenza di tutte queste persone, mi diceva sempre che la vera sfortuna è morire durante i mondiali perché non ti si fila nessuno”, ha raccontato il figlio Pierfrancesco.

“Ho avuto la fortuna di stargli molto vicino negli ultimi 5 anni e questo mi ha dato modo di instaurare un rapporto che non avevo mai avuto prima. Ogni volta che tornavo da un viaggio con lui ero esausto perché era una persona complessa”, ha ricordato ancora Pierfrancesco.

“Oggi pagherei per fare uno di quei viaggi. Non sono io a doverlo dire, ma della sua eredità artistica resterà sicuramente la maschera di Fantozzi, con il rispetto dovuto quella interpretazione me lo fa paragonare a Totò”.

Franceschini: “Paolo Villaggio era un grande intellettuale”

Tra i molti intervenuti per rendere omaggio all’interprete del ragionier Fantozzi, anche grandi nomi del mondo dello spettacolo e della politica.

“Un grande intellettuale”, ha detto il ministro alla cultura Dario Franceschini, tra i primi ad arrivare alla camera ardente.

“Naturalmente tutti noi lo ricordiamo per le interpretazioni di Fantozzi ma in realtà Villaggio è stato molte cose e si può definire veramente un grande intellettuale”, ha aggiunto Franceschini. “Ci sono personaggi comici che ci fanno ridere e ci sono quelli che entrano nelle nostre vite individuali e collettive. Villaggio è entrato in modo ironico e intelligente nelle nostre vite e sta entrando anche nelle vite delle nuove generazioni. Questo segna la grandezza del personaggio”.

Beppe Grillo: “Paolo Villaggio era una personalità libera”

Per l’ultimo saluto all’attore sono arrivati in Campidoglio anche Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Il leader dei pentastellati ha reso le sue condoglianze al figlio Pierfrancesco. Villaggio, genovese come Grillo, in passato aveva tra l’altro sempre difeso il M5S. “Non è che fosse così un 5 stelle, era una personalità libera, a volte faceva commenti molto positivi, a volte faceva delle critiche”, ha detto il fondatore del Movimento.

E a chi gli ha chiesto se Fantozzi avesse votato per i 5Stelle Grillo ha risposto: “No, Fantozzi no. Fantozzi votava o Dc, se c’era, o qualcos’altro. Oppure Comunione e Liberazione che so…”. “Beppe è stato gentile – ha detto Pierfrancesco – mi ha detto che gli dispiace. Io gli ho detto, mi raccomando, confido in voi. Anche a mio padre ultimamente piacevano i 5 Stelle, come piacciono a me”.

Lino Banfi: “Paolo Villaggio lascia un ricordo indelebile”

Presente anche Lino Banfi (nella foto) che ha ricordato commosso l’amico. “Paolo lascerà un segno indelebile nel mondo del cinema”, ha detto. Dello stesso avviso anche Enrico Montesano: “Con Paolo ho fatto un film ‘il Volpone’, di ricordi ce ne sono tanti”, ha raccontato l’attore. “Era sempre ironico, mai banale. Ci vorrebbero degli uomini soprattutto nei posti di comando. Lo avrei voluto come fratello maggiore, glielo ho detto spesso”.