Paola Perego: la prima intervista dopo molto tempo sui fatti accaduti in Rai

Polemiche su “Parliamone sabato”. Paola Perego a Nessuna è perfetta su Radio 24: “Ricordo il dolore, la frustrazione, il senso di impotenza per non potersi difendere. Per la prima volta nella mia vita ho avuto paura del giudizio”.

“Quello che ricordo è innanzitutto la confusione, il non capire quello che stava accadendo e che era senza dubbio molto piu grande di me. Ci ho messo una settimana per realizzarlo, era come se stesse accadendo a qualcun altro. Poi ho visto le notizie sul Tg1, tutti i giornali e sembrava davvero una cosa troppo grande per me”.

Si racconta così Paola Perego a Maria Latella nel corso del programma Nessuna è perfetta su Radio 24 ricordando le polemiche sul suo programma “Parliamone Sabato”, scatenate dalla famosa lista considerata sessista e offensiva nei confronti delle donne dell’Est, che portò al suo allontanamento dalla Rai.

“E’ difficile da spiegare a parole – continua Paola Perego a Radio 24 – ricordo il dolore, la frustrazione, il senso di impotenza per non potersi difendere e voler spiegare che non era vero niente di quello che stavano facendo, e poi per la prima volta nella mia vita la paura del giudizio; quindi l’isolamento e la paura che davvero le persone pensassero che io fossi contro le donne quando io invece in tutta la mia carriera e anche nella mia vita porto avanti questa battaglia in difesa delle donne perché ci credo fortemente da sempre” e sottolinea: “Soprattutto il dolore, se te lo dovessi dire con una parola sola il dolore.”

Paola Perego: “Con i tempi che corrono a volte devi riempire spazi con budget zero”.

Perché abbiamo fatto quella puntata? “Facilissimo, budget zero, uno spazio di 20 minuti da riempire perché ci era saltato un ospite. Noi lavoravamo nella redazione accanto a quella de La Vita in diretta e, collaborando con molti loro redattori, spesso ci passavano argomenti che loro avevano già trattato e ci hanno proposto questo, con ospiti che loro avevano già avuto”.

Spiega così Paola Perego a Maria Latella nel corso del programma Nessuna è perfetta su Radio 24 la scelta del tema per “Parliamone sabato” che le costò l’allontanamento dalla Rai. E aggiunge: “Non era sicuramente un momento di televisione “alta” ma con i tempi che corrono a volte devi riempire spazi con budget zero e allora ti inventi queste cose. Ma noi ne avevamo già fatte; mi ricordo con la sorella di Belen sul perché le donne latino americane dicono siano più sensuali rispetto alle italiane. Quindi abbiamo messo in piedi questa pagina che comunque doveva essere allegra tant’è che l’ho commentato anche con Roberto Alessi, giornalista di gossip, non certo con il direttore di una testata giornalistica importante. Niente, solo per questo, come si fa spesso nei programmi oggi e non hai soldi ma devi fare cose leggere che piacciono”.

Paola Perego: “Ho pagato solo io. Con me hanno pagato tutti quei ragazzi che mi avevano seguito perché avevano già lavorato con me. Loro hanno pagato in prima persona”.

“Ho pagato solo io. Non è una sensazione. L’essermi sentita l’unico capo espiatorio è la realtà, io ho pagato. Il capostruttura no, credo sia stato spostato su altri programmi.” E’ questa l’opinione espressa da Paola Perego nel corso del programma Nessuna è perfetta condotto Maria Latella su Radio 24. La Perego quindi aggiunge: “Ho pagato io e purtroppo hanno pagato, come spesso accade, le persone più deboli: tutti quei ragazzi che mi avevano seguito perché avevano già lavorato con me ed avevamo formato una buona squadra e mi hanno seguito pur essendo pagati pochissimo per affetto e per passione. Loro hanno pagato in prima persona, perché quando chiudi un programma non cacci solo la conduttrice ma tutte quelle persone che lavorano dietro le quinte e sicuramente meno fortunate a livello economico”.

Paola Perego: “Credo che quella sia stata una violenza contro le donne fatta da donne che sostengono di sostenere le donne. Molta solidarietà dai colleghi”.

“Credo che quella sia stata una violenza contro le donne fatta da donne che sostengono di sostenere le donne: la mia redazione era fatta per la maggior parte di donne. Loro non c’entrano niente, se la colpevole ero io loro dovevano essere reinserirle in altri programmi fino alla fine della stagione”. Si esprime così Paola Perego nel corso del programma Nessuna è perfetta condotto Maria Latella su Radio 24. E sulla solidarietà dai colleghi aggiunge ai microfoni di Radio 24: “ Tra i colleghi devo dirti che si, sono stati molti a chiamarmi per dire ‘la puntata non era da fare ma ti conosco e so che non sei così’. Sono stati molti e alcuni inaspettati lo hanno fatto pubblicamente che è la cosa che più ho apprezzato perché in quel momento andare controcorrente e soprattutto contro un’azienda per la quale magari stai lavorando non è semplice.  Sono state tante: la Dalla Chiesa, la Ventura, la Cuccarini…ho paura a dare i nomi perche sicuramente mi dimentico qualcuno. Pensa che ho stampato tutti i messaggi ricevuti e li conservo”.

Paola Perego: “Sono stata molto male. Mi vergognavo ad uscire di casa, è stata la prima volta nella vita. E’ stata una violenza”.

“Sono stata molto male; ti dico la verità penso di non esserne ancora uscita completamente perché quando ne parlo mi rendo conto che fa ancora male. Però da quest’esperienza ho capito che mi preoccupava l’opinione degli altri, cosa che non avevo mai pensato prima. Non sono più uscita di casa per molto tempo perché era come se mi accusassero di una cosa gravissima che non mi appartiene cioè essere contro le donne. L’ho dovuto spiegare anche ai miei genitori, ai miei figli. Mi vergognavo ad uscire di casa, è stata la prima volta nella vita. Dormivo poco, ho perso peso…è stata davvero una violenza.”.

Racconta così Paola Perego a Maria Latella su Radio 24 le conseguenze a livello personale dell’episodio che le è costato l’allontanamento dalla Rai. La Perego quindi prosegue a Nessuna è Perfetta su Radio 24: “L’idea di non lavorare più in Tv? Non mi è importato minimamente, anche perchè se avessi voluto avrei fatto 820 interviste da quel marzo ad oggi. Il lavorare in Tv è l’ultima cosa che mi interessa.. è il lato umano che mi ha fatto male anche perché – siccome adesso con la nuova dirigenza Rai i rapporti si sono sistemati e ho un nuovo progetto per Rai1 – lavorativamente parlando sono a posto dovrei essere “salva”… invece in realtà sto ancora cercando di recuperare l’entusiasmo per farlo questo lavoro, perché è stata una violenza tale che mi hanno tolto la voglia di farlo”.

Sulle critiche Paola Perego sottolinea che: “tra le tante arrivate ce ne sono state di corrette: quelle che dicevano che era una brutta pagina di Tv, questo sicuramente. Non era una bella pagina, non è che ne vado fiera. Ma se ne vedono tante ne fanno tante. A volte hai poche possibilità per muoverti in altre direzioni.”

Paola Perego: “Hanno voluto colpire mio marito. Non sono raccomandata. Se lo fossi stata avrei condotto alcuni dei grandi ed importanti programmi Tv prodotti da mio marito, non mi avrebbero cacciata”.

E’ stato un modo per colpire il marito (il noto agente Lucio Presta ndr)? “Sicuramente sì”.

Risponde così Paola Perego ai microfoni di Radio 24 nel corso del programma Nessuna è Perfetta in merito alle aspre critiche ricevute per la puntata di Parliamone sabato dove venne presentata la famosa lista considerata sessista e offensiva nei confronti delle donne dell’Est. E aggiunge: “Questo è sempre successo: già in passato mi era stato chiuso un programma e mi avevano proprio detto che era per colpire lui perché gli era stato detto ‘ti colpiremo sul tuo anello più debole’. Sì, sono anni, da quando sto con lui, che mi danno della raccomandata ma chi se ne importa. La cosa che un po’ mi dà fastidio è che mi prendono per una persona estremamente stupida perché non mi so far raccomandare. Se lo fossi stata avrei condotto alcuni dei grandi ed importanti programmi Tv prodotti da mio marito, non mi avrebbero cacciata….Allora o sono stupida e mi faccio raccomandare male o forse non è vero che mio marito comanda la Rai? Boh…”.

Paola Perego a Nessuna è perfetta su Radio 24: “Tornerò in Rai nel 2018, ma sono terrorizzata. Dopo questa ondata di odio e cattiveria ho veramente paura”.

“Tornerò in Rai nel 2018. Affronto questo ritorno senza spirito, sai che sono terrorizzata all’idea di tornare in uno studio Tv? Se penso alla prima puntata di questa nuova avventura mi prende un’ansia terrificante e non so perché. Sono ancora spaventata, sto elaborando. Mentre prima pensavo che il mio fosse un lavoro meraviglioso, mi sentivo miracolata, mi divertivo, adesso dopo questa ondata di odio e cattiveria ho veramente paura”. Si esprime così Paola Perego nel corso del programma di Maria Latella Nessuna è perfetta su Radio 24 raccontando i suoi progetti futuri.

Paola Perego: “La Boldrini dovrebbe occuparsi anche dell’odio attraverso i mezzi di stampa tradizionali”.

La Boldrini “dovrebbe occuparsi anche dell’odio attraverso i mezzi di stampa tradizionali… perchè non fa meno male. Quando è una donna che dice di difendere le donne ad attaccarti su un quotidiano importante fa male nella stessa maniera. Sì, sto parlando della Boldrini, si era schierata contro; ma non solo, ci sono state diverse donne”.

Risponde così Paola Perego a Maria Latella su Radio 24 alla domanda su cosa pensi della campagna della Boldrini. E aggiunge: “I social sono questo; andrebbe organizzato in maniera tale che ci fosse un mediatore, che non fosse concesso di nascondersi dietro falsi profili. Però non dobbiamo nemmeno dare troppa importanza a persone che attaccano solo per il gusto di attaccare. I social rendono i personaggi famosi più “raggiungibili”, prima era come se fossimo irraggiungibili: se posti la foto a casa mentre fai colazione sei assolutamente raggiungibile.”

Paola Perego quindi prosegue ai microfoni di Radio 24: “Credo che questo paese non ti perdoni il successo e molte di queste persone vivono in situazioni più difficili, si accaniscono, si sfogano con cattiveria contro chi per loro sta immeritatamente meglio. E’ comprensibile, si capisce, ma non è colpa mia. Mio padre faceva il falegname, guadagnava due lire e ci manteneva in quattro. Ho vissuto quindi quella condizione, ma io non ce l’avevo contro chi stava meglio di me, anzi dicevo “beati loro”. Mia sorella fa l’impiegata e fa fatica ad arrivare a fine mese ma non è che mi odia perché io ho avuto la fortuna, sì, anche la fortuna, di poter trovare un lavoro che mi consente di vivere meglio, in maniera più agiata. Ho iniziato a lavorare a 16 anni perche mentre studiavo avevo bisogno di guadagnare per aiutare i miei genitori. Ho lavorato in una cartiera, ho fatto la barista, la segretaria di un geometra. Poi mi hanno proposto di fare la modella: mi andava bene perché mi faceva guadagnare meglio. Mi dicevo “faccio questo lavoro finche studio poi trovero un lavoro serio”… e sono qui dopo 34 anni. Poi mi hanno proposto la Tv; ho iniziato con Ric e Gian, poi Teocoli e Faletti… ho avuto grandi maestri”.

Paola Perego: “Mio marito si è sempre occupato molto meno di me rispetto agli altri”.

“Il rapporto di mio marito con la tv non è cambiato”. Risponde così Paola Perego a Maria Latella nel corso del programma di Radio 24 Nessuna è Perfetta, e prosegue: “Si occupa di grandi artisti, molto più importanti di me e soprattutto lui si è sempre occupato molto meno di me rispetto agli altri. E’ un uomo intellettualmente e moralmente molto onesto quindi l’idea che qualcuno possa pensare che spinga me perché sono la moglie lo porta ad occuparsi meno di me e più degli altri. Però non gliel’ha perdonata: mi ha visto stare così male che ha portato avanti una battaglia… forse lui più di me. Ma il suo rapporto nei confronti della Tv non è cambiato. E’ cambiato nei confronti di quelle persone che mi hanno fatto male”.

Perego prosegue quindi su Radio 24: “Chi mi ha deluso di più? Non voglio fare nomi e cognomi. Sicuramente quelle persone che fingevano amicizia e che poi alla fine sono stati i primi a voltarmi le spalle” e chiarisce infine: “L’atto di citazione nei confronti della Rai presentato da mio marito (per danni immagine, biologici ndr) è stato ritirato perché con la nuova dirigenza abbiamo trovato un accordo.