Nuovo ceppo di influenza suina scoperto in Cina: potenziale pandemia?

E’ emerso un nuovo ceppo di influenza suina in Cina che, secondo un gruppo di ricercatori che ha realizzato un studio, ha il potenziale per diventare una pandemia. Non hanno rilevato fino a questo momento la trasmissione da una persona all’altra, ma suggeriscono che può adattarsi e ottenere in futuro questa capacità.

Nel quadro della loro ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati questo 29 giugno nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, gli specialisti hanno analizzato più di 30.000 tamponi nasali, prelevati da animali tra il 2011 e il 2018, e hanno determinato un’infezione con 179 virus dell’influenza suina. Secondo gli scienziati, il virus del ceppo G4 “ha mostrato un forte aumento dal 2016 e questo è il genotipo predominante in circolazione nei suini rilevati in almeno 10 province”.

La rivista Science indica che il ceppo in questione è il risultato della combinazione di altri tre: uno simile a quelli rilevati negli uccelli in Europa e in Asia, l’H1N1 che ha causato la pandemia di influenza nel 2009 e un altro tipo di H1N1. È apparso da una miscela di virus dell’influenza aviaria, umana e suina.

Finora sono stati rilevati 2 casi di infezione umana, che hanno portato alla morte dei pazienti.

In entrambi i casi, non vi è stata alcuna trasmissione da una persona all’altra, ma gli scienziati avvertono che questo virus potrebbe in futuro adattarsi e diffondersi tra le persone.

C’è il rischio di una pandemia?

“Dai dati presentati, sembra che il virus dell’influenza suina stia per emergere nell’uomo”, ha affermato Edward Holmes dell’Università di Sydney, aggiungendo che “la situazione deve essere attentamente monitorata”.

Robert Webster, un ricercatore statunitense sull’influenza, ha sottolineato che finora non si può prevedere con certezza se il virus inizierà a diffondersi tra gli umani e se l’epidemia diventerà una pandemia. “Semplicemente non sappiamo che una pandemia accadrà fino a quando non accadrà”.

“La probabilità che questa particolare variante causi una pandemia è bassa”, ha dichiarato Martha Nelson, biologa evoluzionista presso il Fogarty International Center presso il National Institutes of Health (USA). In questo contesto, ha ritenuto che sia difficile valutare l’entità della minaccia rappresentata da questo ceppo, a causa di una quantità relativamente bassa di tamponi, sottolineando la necessità di raccogliere più campioni.