DONNA ITALIANA SEDATA E FATTA PARTORIRE – Notizie positive nella vicenda di Alessandra, costretta al parto cesareo dal giudice e al quale la bambina neonata è stata sottratta in modo permanente su segnalazione dei servizi sociali britannici.

È successo nell’estate 2012 e Alessandra Panchieri, questo il nome della donna costretta a partorire, è una cittadina italiana temporaneamente nel Regno Unito per seguire un corso professionale. Era incinta, e un attacco di panico dovuto probabilmente alla mancata assunzione dei suoi farmaci abituali, soffre di disturbo bipolare, fa intervenire i servizi sociali che dispongono il ricovero in una struttura psichiatrica e sollecitano l’intervento del giudice dell’Alta Corte per eseguire un cesareo, estrarre il neonato e sottrarlo alla madre. Non vengono avvisati né i parenti né i servizi sociali italiani; la donna, considerata “incapace” di incaricare dei legali propri, dopo il parto e la dimissione dall’ospedale viene difesa d’ufficio. Se ne decide il rientro in Italia, senza la bambina. Un caso che pare non avere precedenti che ora finalmente è passato nelle mani del del presidente della Family Division dell’Alta Corte, il Giudice di Famiglia.

La bambina ha ora 15 mesi e la mamma, che ha superato la crisi dovuta ai problemi psichiatrici, la rivuole con sé.

O meglio, non ha mai smesso di volere la sua bambina, che si è vista strappare letteralmente dal grembo per essere resa disponibile all’adozione.

La storia di Alessandra Panchieri, di cui vi abbiamo raccontato i particolari in un precedente articolo, è stata resa nota nei giorni scorsi dal quotidiano britannico The Telegraph, e rapidamente rimbalza sui media italiani e britannici suscitando sgomento. Shami Chakrabati, presidente dell’associazone britannica per i diritti civili e per la difesa delle donne, Liberty e i rappresentanti di Bipolar UK, una associazione di beneficenza che aiuta le persone sofferenti di disturbo bipolare, come Alessandra, sono concordi nel definire le posizioni dei servizi sociali e le decisioni del giudice che deliberò il cesareo forzato, indifendibili.

Il Giudice di Famiglia entrato ora nella vicenda, Sir James Munby, ha disposto che ogni questione riguardante l’adozione della bambina dovrà essere discussa davanti a lui. La sensibilità del magistrato, citata dal Daily Mail, le sue dichiarazioni del passato e il suo costante impegno in difesa del legame madre-figlio, fanno ben sperare per una conclusione a lieto fine della storia di Alessandra Panchieri e di sua figlia.